classismo 2.0

la storia è terrificante. e soprattutto dispiace. stavolta sia per la vittima sia per il colpevole. e ne leggo tanti di post a sostegno di Domenico Diele, giovane attore di Fiction importanti. ma chi scrive deve restituire la realtà così com’è. una donna di 48 anni, tra l’altro necessaria alla sopravvivenza di un padre anziano, è stata travolta e uccisa dall’auto guidata da un uomo senza patente, perché ritirata mesi fa per uso di stupefacenti, e che, oltretutto, era impegnato in una conversazione al cellulare, nonostante guidasse sotto l’effetto di stupefacenti (oppiacei) e fosse buio, “molto buio” come racconta un testimone.

oggi leggo difese di amici e amiche, persone che “io lo conosco bene ed è una splendida persona”, frase che determina due reazioni precise in chi legge: tu sei una persona famosa che conosce persone famose ed è un peccato ricoprirlo di merda, dedichiamo quindi la giornata dell’odio social al PD che ha perso ai ballottaggi.

l’odio social fa sempre schifo. l’odio social è il gregge che bela forte, l’odio social è il grado zero del ragionamento individuale, ma ciò che importa veramente, e sta qui la notizia, è che nessuno si è mai domandato se lo “straniero” ubriaco, colpevole di omicidio stradale, fosse un brav’uomo e quali problemi lo affliggessero tanto da bere. nessuno si è mai chiesto se sia lecito o meno, per un operaio edile lavorare senza tutele, vivere la propria esistenza e disperazione senza dare fastidio a nessuno. in sovrappiù, all’attore Diele era stata sospesa la patente. e qui non si stratta più di “essere una persona che porta avanti la sua personale e faticosa battaglia con la vita silenziosamente, con discrezione, tentando di farsi notare il meno possibile e di non dare mai fastidio a nessuno”, come scrive su FB Veronica Gentili del Fatto Quotidiano, ma di vivere insensatamente senza pensare al prossimo che ci capiterà sotto le ruote. inoltre, chi “porta avanti la vita faticosamente” è lo straniero fatto di Tavernello che vive in una casa di merda nella provincia del nulla, non quello fatto di coca al ritorno da una festa.

mi spiace, questo si chiama classismo, d’altra parte tollerabile per i giornali di destra, fosse stato moldavo lo avreste già massacrato.

 

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Un pensiero su “classismo 2.0

  1. Sono d’accordo, se fosse stato straniero e poraccio avrebbe trovato ben pochi difensori d’ufficio. Non so se in certi ambienti si pensi che sia normale guidare con la patente sospesa e per di più drogati, o se sia giustificabile con problemi personali. Tutti abbiamo problemi, ma fortunatamente non tutti andiamo in giro ad ammazzare la gente.

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