le cose che una signora NON (sui social)

Sui social.

Piccolo galateo Politically scorrect.

  • Come nickname Ninfa non va bene, non se hai più di quarantacinque primavere e in marzo prenoti la tua cura per la ritenzione idrica.
  • Non postare la foto di tua figlia al mare come PIC del tuo account anonimo, potresti finire a chattare di sabato sera con il suo compagno di scuola nerd.
  • Non raccontare i fatti tuoi a un perfetto sconosciuto e soprattutto non mandargli primi piani hot. Ricorda che dietro Master ’87 potrebbe nascondersi Rinaldo ’66, il collega di tuo marito.
  • Sebbene l’ultima volta che tuo marito ti ha sfiorato è stato a Natale, per caso, prendendo il salmone dal frigo, non pubblicare la tua foto hot di Pasqua vestita da pulcino e con le trecce. Non tanto per la santità della Pasqua quanto per le trecce.
  • Se l’ultima volta che hai ricevuto un complimento è stato trent’anni fa, da tua madre, il giorno della tua prima comunione, non spifferare in bacheca che questa primavera saresti in grado di darla a tutti gli account anonimi di sesso maschile. Scapperebbero.
  • Se anche odi a morte qualsiasi donna non la pensi come te, ma soprattutto sia più bella, evita di digitarlo pubblicamente, fallo semmai in DM (direct message), tra amiche: l’odio alimentato vale più di quello proclamato.
  • Ricorda che il femminismo è una sciocchezza inventata dalle altre donne perché  becchino loro tutti i manzi in circolazione.
  • Ah, e non chiamare “manzo” qualsiasi ultra diciottenne con barba, quello biondino, per esempio, somiglia proprio a tuo nipote.

(P.s. questo Piccolo galateo per MILF e Cougar è spudoratamente ispirato al  Piccolo galateo per fanciulle dello scrittore francese Pierre Felix Louis. Il Galateo, che mi fu regalato quando avevo 14 anni da un satrapo che cercava di sedurmi, mi fu molto utile allora e spero anche oggi. Sebbene non lo conosciate si trova in libreria, ciò che in libreria non troverete, è tutto il resto).

 

Qui il mio ultimo libro (ora anche in ebook)

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6 pensieri su “le cose che una signora NON (sui social)

    • cara Adriana, il mio sarà un galateo Politically scorrect, ma proprio tanto, a differenza del mio prossimo romanzo. dopo le ultime liti con femministe d’assalto ho capito che io amo le donne più di quanto loro amino me. e soprattutto non tollero che donne che si sono sposate per ottenere una cattedra all’Università debbano dare lezioni di vita a commesse della profumeria. Insomma, ritengo che il femminismo debba essere lotta sul campo e non teoria. prova a conoscere la Murgia e a starle simpatica. credo che l’80% delle femministe odi le donne. Quindi perdonami, ma sarà tutto molto sopra le righe. grazie per lettura e commento.

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  1. essere scorrette va benissimo. è che questa tendenza generalizzata a considerare essenzialmente stronze, nemiche e acide tutte le donne emancipate sta prendendo piede un pò dovunque. come se quelle conformiste non lo fossero, poi.
    invece io credo che la categoria delle stronze sia trasversale ed equamente distribuita. e a quelle odiose e patetiche persone che si ergono a maestre di vita metto sempre in evidenza la loro spocchia, se non altro per deprimerla, s’intende.
    tanto superbe e ammazzaquantosòfiga non insegnano niente, anzi.
    ho preso anch’io delle gran pugnalate (lavorative e non solo) da sedicenti sodali, sia da autoproclamate femministe che da quelle contrarie ai femminismi e pure da intolleranti dell’emancipazione.
    credo si tratti essenzialmente di una questione di intelligenza e di mancata adesione alla contemporaneità (quasi fosse un rifiuto a riconoscere le conquiste di libertà).
    però sono fortunata perchè le donne che frequento e amo sono migliori di quelle, non si odiano a vicenda.
    (e tu non sei esclusa)
    baci mia cara!
    p.s. non riesci a togliere il banner sui cookies qui sotto? sappi che il click su ‘esci’ blocca il tuo sito

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    • accidenti che mi dici! sapessi quanto poco smanetto. proverò a vedere dal computer del Man perché qui mi dà tutto ok. Sai, Adriana, la “Trilogia della donna invisibile” sarà tutta sulla solidarietà femminile, questi sono post divertenti che vorrei ampliassero il mio pubblico di lettori. su alcuni punti desidero mettermi un po’ nei panni di chi la pensa diversamente da me, e che quindi di cere faccende non capisce nulla. poi, chiaro, quando andrò in stampa, perché vorrei arrivare a farne un libercolo stupido, rivedrò i punti ambigui. anche io vado alla cieca. a volte. 😀 grazie per il commento.

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      • ma grazie a te! leggo sempre volentieri le tue cose. è un ottimo esercizio anche per me, vedere le cose dall’altra sponda, da punti di vista contrari. serve a correggere il tiro, alla riflessione. continua così.
        e, a questo punto, non farci penare troppo per l’attesa della Trilogia, eh.
        ciao bella!
        (io non so come si fa, sono troglodita in materia, ma forse dovresti provare a disattivare il banner che segnala i cookies del blog o a toglierla proprio, sempre che si possa …ci vorrebbe il soccorso di un nerd)

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      • Non vedo l’ora anche io che esca. massimo in autunno. bella tu. non ho ancora verificato questo blocco. oggi il Man è qui e spierò nel suo Mac. baci. ci si vede di là.

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