di quando Alberto mi diede il titolo

era il 2008, era primavera ed io vivevo in affitto in via Merulana. i proventi della vendita dell’attico di via Leonina, usati per lo più per saldare gli amici musicisti e alcuni creditori dell’Università della Musica, e che in definitiva potevo non pagare giacché ormai in fallimento, di quei soldi, tutti miei, avevo messo via ciò che mi sarebbe bastato per sei mesi di sopravvivenza. il manipolatore che mi aveva ridotta sul lastrico viveva con la mia ex segretaria ventenne; io frequentavo già il Man che conoscevo comunque da 30 anni, non bevevo più e pesavo forse quarantaquattro chili.

dovevo sopravvivere e reinventarmi. per dirigere quella maledetta scuola di musica avevo rimosso dalla mia esistenza teatro e creatività. così andai da mio cugino che dirigeva una grossa azienda di doppiaggio, il quale, come accade tra parenti per lo più estranei, inventò molte cazzate perché sparissi alla sua vista e gli evitassi di farmi un favore.
grazie a un annuncio su Portaportese per una settimana vendetti pagine pubblicitarie per un evento ecumenico da tenersi in Africa.

non so come, qualcuno mi disse che Castelvecchi Editore cercava personale. all’epoca m’interessavo di editoria soltanto come lettrice, ma il mio sogno era fare la segretaria, e per me non era importante conoscere l’ambiente ma essere in parte. così quel pomeriggio andai in centro vestita da segretaria, chignon compreso e tacchi alti, in zona Tomacelli. La sede era spettacolare, Alberto mi ricevette in direzione, mi fece sedere; come un bravo psicanalista riuscì a farmi parlare, e in mezzora, grazie a una certa capacità di sintesi, gli avevo raccontato tutta la mia vita.

«Justine 2.0!», esclamò, gli occhi brillavano nella penombra del tardo pomeriggio romano.
«Cosa?», io, che avevo molto rispetto per le parole.
«Il romanzo che scriverai racconterà la tua storia pazzesca e s’intitolerà Justine 2.0».

è stato così che ho iniziato a scrivere. non so quindi se ringraziare il buon Alberto o prenderlo a male parole. so che del suo intuito, però, ci si può fidare.

(Justine 2.0 è fuori catalogo INK Edizioni ma si può richiedere a info@giazirascritture.it)

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