non ve la prendete

ogni anno leggo donne inviperite (spiace dirlo) e uomini peggio; e ci si deve mettere lì con la pazienza di una buona madre a spiegare che una donna semplicemente non può essere libera in un Paese che dopo i trent’anni non ti assume neppure come magazziniera in Amazon. oggi, non avere lavoro significa essere legate a una catena.

riformisti, digitatori di banalità, paladine del cazzo, cercate di andare oltre il vostro ombelico tatuato. è dal 2012 che non trovo impiego neppure come cassiera al Carrefour. correggo bozze di nascosto a un prezzo da schiava. e ho diretto due aziende, tengo bene una prima nota, sarei anche ben qualificata ma ho più di 30 anni, o forse non sono più disposta a farmi toccare il culo, come a intrattenermi con i lettori che, come mi è successo ieri, con la scusa di farmi domande sui miei romanzi, mi violentano domandandomi cose che a uno scrittore di gialli non domanderebbero mai.
eh ma tu scrivi certe robe!
eh, ma io vorrei essere libera di farlo né più né meno che un uomo. come indossare la minigonna senza che una bestia infoiata si senta in diritto di violentarmi.

e se il Man non fosse l’uomo splendido che ho sposato, se fosse un ubriacone violento io dove potrei andare se i centri antiviolenza chiudono? perché ci date addosso?, perché dite la colpa è nostra se ci sono uomini stronzi? gli uomini non diventano stronzi, lo sono in potenza, non ci sono filtri magici o ipnosi per cui si mettono a menare le mani, e se lo diventano non è a causa della donna che hanno sposato, ma per quella che li ha educati male.

la mancanza di autonomia è un fatto gravissimo in una società civile. ogni donna dovrebbe avere la possibilità di esercitare i propri diritti già riconosciuti, come praticare un aborto, assumere la pillola del giorno dopo, denunciare il proprio aguzzino e sentirsi al sicuro. e se indossiamo il Bourqua non è compito vostro mettere il naso nelle nostre vite e dirci che dobbiamo toglierlo, esiste una Carta dei Diritti universali dell’uomo a sancire certe questioni, e forse, se prima di digitare idiozie ci deste uno sguardo, evitereste a tutti una gran fatica.

qui il mio ultimo libro

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