marketing

l’altro giorno in TV ho visto l’intervista a una scrittrice erotica, che parlava e si muoveva da scrittrice erotica e vestiva da scrittrice erotica. certo che starei bene abbigliata da fighetta, e ho anche dei capi interessanti nell’armadio, talvolta mi metto anch’io in tiro anche perché ho il fisico del ruolo. perché io non lo faccio?, perché non sono una scrittrice erotica.

la scrittura di genere rispetta strutture e stilemi. io, no: egli mi mostrò il suo volto rorido di sudore, era bellissimo e furente, aveva la fronte aggrottata, gli occhi azzurri mi raccontavano tutta la passione che fin lì aveva taciuto, il mio tremore impediva il mio passo. Infine mi trasse a sé con forza, io mi abbandonai sul suo petto: amami, sussurrai. i romanzi di questo genere hanno una protagonista fichissima che si presenta quasi subito in reggicalze, che ama un uomo splendido (con tutti gli attributi a posto), che però non può riamarla a causa di un antagonista: un altro uomo, il lavoro, una moglie, una malattia. le pagine, generalmente tante, si susseguono tra descrizioni pedisseque di splendidi appartamenti, sospiri e reggicalze, culotte e baci appassionati, teste che si abbassano tra le lenzuola e parole sublimi. io sono diretta, cruda, urticante. i miei eroi sono impotenti, egocentrici, impauriti, stronzi.

Pioggia Dorata (sei storie amare), Giazira Scritture, vuol dimostrare quanto una pratica esecrabile come il pissing sia in uso tra tanti impeccabili signori/e, e sia di gran lunga meno lurida della menzogna perpetrata all’interno di un matrimonio almeno in apparenza stabile; che la rimozione del suicidio di una madre ci ferisca così profondamente da diventare dominazione a ogni costo e infelicità; che perdere una sorella a causa dei festeggiamenti per la decima ristampa dell’amico romanziere dei genitori, può condurre Lea a non voler più leggere che il volantino della palestra di fitness; che un padre violento ci condurrà inevitabilmente alla coazione a ripetere, alla ricerca di uomini come lui che ne giustifichino la malvagità.

io scrivo per cercare complici.

 

Advertisements

3 pensieri su “marketing

  1. Il rischio macchietta è sempre dietro l’angolo e c’è pure chi lo cerca…Un po’ ci casco anch’io, tipo la pipa che però tengo spenta perché non ho mai fumato in vita mia e la tengo un bocca nel chiuso del mio studio. Una volta ero a un festival. Quando presento i miei libri non so mai bene come vestirmi così nel dubbio metto giacca e cravatta. Uno degli organizzatori non mi conosceva di persona e mi aveva scambiato per una delle maschere!

    Liked by 1 persona

    • quando nasci attrice, ed io ho iniziato a 15 anni professionalmente, (ma in realtà a 3), dici basta alle maschere. lasciai il mestiere quando una grossa agente cinematografica (la più grande negli anni 80/90), mi offrì un ruolo nella Piovra (non dico quale altrimenti sembra brutto), a patto che cambiassi completamente il mio aspetto e il mio modo di pormi. e figurati se dopo tutto quello che ho passato adesso mi rimetto a fingere. voglio essere autentica tutta. non si può domandare verità letterarie e poi volere macchiette. mi sono vestita tirata sadomaso per anni. ho tutto in cantina, volendo. avrei anche le ragazze del centro estetico che mi farebbero tutto gratis. ma che me ne frega. l’importante è ciò che scrivo. poi ti dico in privato chi è la tizia di cui parlo 😀 una roba da sganasciarsi dalle risate. comunque… lei è famosa. quindi forse sbaglio io. forse la scrittura è arrivata troppo tardi. 😦 (buona serata Fabrizio).

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...