averla senza sforzo

ieri mi chiama confessandomi di aver appuntamento con un famoso artista, a casa sua, pare. attore, regista, pittore?, non lo dice, quando si slaccia un po’ capisco che è il solito scrittore. perché scrittori ce ne sono dappertutto ormai, ed in effetti sì, devono espletare certe funzioni fisiologiche anche loro, sebbene padri di capolavori, quando non gli basta masturbarsi sul successo del proprio libro, o sull’insuccesso, che è comunque meglio del nulla cui sono votati tutti gli altri.

«cazzo sono quattro anni che questo mi piace».
scopro che non l’ha visto che in foto e in TV, ah, l’ha anche sentito per radio. poi si corregge, sostiene di averlo incontrato durante la presentazione di un libro, a Torino, alla Fiera, lui un puntino minuscolo che parlava di capolavori letterari contemporanei sul palco di Radio 3, e mentre lei mi racconta, immagino il suo intervento breve quanto il proprio coito, più che altro perché a trovarne bei libri.
poi, sceso dal palco attorniato da un nugolo di fanciulle, l’avrebbe benedetta con la propria mano da bestesellerista.
ah, piccolo particolare, anche la mia amica aspira a pubblicare per Rizzoli o Einaudi.

«e insomma, finalmente mi scrive che ha voglia di vedermi, possibilmente domani alle cinque a casa sua».
«finalmente perché?, e perché non in un bar?»
«perché sono anni che provo a dargliela».
«e perché?»
«perché magari mi aiuta».
«ha mai letto qualcosa di tuo?»
«no, anzi, gli ho chiesto note di copertina e nemmeno ha risposto».
«ti ha mai detto che sei bella?»
«perché?, si dice così?».

penso a mio nonno, che aspettò per quattro anni un cenno di mia nonna, una delle ragazze più ingenue e ricche della Riviera ligure, e ogni sera, a Bordighera, davanti alla sua villa, si appoggiava al vecchio castagno e accendeva una sigaretta restando in attesa che lei comparisse alla finestra.
insomma, ogni tanto, almeno una parvenza di corteggiamento, fatela. altrimenti, almeno per me, vale la regola del Bancomat: scendi, fai un prelievo sostanzioso, lo metti sul comodino, e al limite di do la bocca.
puttana per puttana, almeno ci faccio la spesa.

 

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3 pensieri su “averla senza sforzo

  1. Come sempre mi illustri un mondo talmente grottesco da rasentare la fantascienza ma il problema è mio, della mia ingenuità o l’essere diversamente malizioso

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