farselo tutto e ripetutamente.

vabbeh, sto di doppi sensi, un po’ perché sono annoiata dai luoghi comuni di cui riempite la mia casella di posta elettronica, manco avessi scritto una trilogia con donne in reggicalze invece che sei racconti sulla pornografia sentimentale, un po’ perché quando il titolo è ammiccante ci cascate sperando in una confessione hard core e io invece vi frego con consigli di lettura.

vi racconto brevemente di Romain Gary, di cui non posso per ovvie ragioni dirvi tutto ora, ma limitarmi a brevi cenni provando a restare in tema, sorvolando anche il discorso sugli pseudonimi che anche i partecipanti a #ioScrittore ormai conoscono.
del gaullista Gary mi sono messa in testa di leggere l’opera omnia un paio di anni fa, cosa che non mi riuscirà data la mole di scritti (circa ventinove romanzi), e le scarse traduzioni in italiano (la maggior parte Neri Pozza), ma che sto conoscendo comunque a fondo, come un amante che s’incontra spesso. perché capita così quando ci s’innamora di un autore, che lo vuoi tutto e finisce anche per annoiarti, o angosciarti, come mi capitò con Buzzati, forse perché ero troppo giovane.

la conclusione che ho tratto è che uno scrittore, come un amante, si ripete ma può sorprenderti proprio quando pensi che sia finita. si ripete all’interno di un romanzo, come succede a Romain nell’acclamato Le radici del cielo, Premio Goncourt 1956, comunque da leggere perché unico per le tematiche ecologiste, e si ripete nello stile, un po’ involuto come nel caso del conosciutissimo La vita davanti a sé (Premio Goncourt 1975) e l’introvabile L’angoscia di Re Salomone, che in comune hanno l’ebraismo e il tema della vecchiaia e della morte, o Il mio caro pitone che racconta invece la solitudine dell’uomo moderno.

ho capito anche che un autore deve essere libero di scrivere ciò che vuole senza seguire la moda del momento, o i dictat degli editor, perché sono le nostre ossessioni a voler scrivere e noi non siamo che il loro tramite, perché come lui stesso sostiene in quello che per ora mi sembra il suo più emozionante romanzo, La promessa dell’alba, sono risposte che un vero artista cerca, non la celebrità: L’assoluto mi rivelava improvvisamente la sua presenza inaccessibile, sicuramente nacqui quel giorno, come artista; attraverso lo scacco supremo che è l’arte, l’uomo, eterno ingannatore di se stesso, cerca di contrabbandare una risposta ciò che è destinato invece a restare un tragico interrogativo. 

Pioggia Dorata, ora anche in ebook

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3 pensieri su “farselo tutto e ripetutamente.

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