porno al femminile

il porno al femminile, ossia scritto, diretto e interpretato da donne, nasce in Svezia nel 2009 da un collettivo femminista, “Dirty Diaries” e prosegue la sua esperienza in Francia, Inghilterra e in Italia, dove troviamo, tra le altre, le “ragazze del porno“.

chi mi conosce lo sa, non sono maschilista, è che mi oppongo con forza a qualunque forma di ghettizzazione, compresa quella di certe femministe con patente da femministe, la maggior parte delle volte così impegnate nella lotta contro il maschilismo, da dimenticarsi di essere inclusive e accoglienti con le colleghe.
e comunque, questa distinzione tra maschile e femminile mi pare più che altro pretestuosa, un modo per alzare muri più che abbatterli. a quanto ne so, i pomipini si fanno per lo più stando in ginocchio; anche per un attore maschio penso sia umiliante star lì a riempirsi di Viagra e farsi misurare l’uccello.

ma l’editoria ha bisogno ogni anno di nuovi argomenti da ridurre a luoghi comuni, e si sta dando da fare a sfruttare anche questo settore, dopo aver distrutto quello del sadomaso riducendolo a un giochetto per collegiali, giacché da quando se ne parla in TV, ogni sedicente scrittrice del pianeta pare abbia lasciato le saghe famigliari (non seghe purtroppo) e gli anni di Piombo su fatterello autobiografico, per darsi alla descrizione pedissequa del funzionamento della propria vagina. come ha fatto Marc Dorcell, ovviamente maschio e colosso del porno che, grazie ai video didattici del “porno femminile”, ha incrementato la vendita dei suoi gadget clitoridei.
l’industria deve pur vendere. e allora, anziché ricominciare a parlarci, mettiamo altri filtri, nuovi abitini tagliati su misura che ci collochino con esattezza in una precisa fascia di consumatori.

faccio uso di pornografia da quando mia madre smise di comprare cataloghi Postal Market, so cosa intendano le femministe per discriminazione e che il porno sarebbe fatto per lo più per umiliare la donna, eppure conosco milioni di donne che cercano soltanto questo, e  non perché costrette da abitudini sociali, ma perché talvolta certo desiderio somiglia tanto a una liberazione.

qui Pioggia Dorata, da oggi anche e in ebook

Annunci

8 pensieri su “porno al femminile

  1. Rapporto strano, il mio con la pornografia. Quando ero sottufficiale nell’Esercito sovente avevo l’incarico di “sorvegliare” la sala cinema della caserma dove su sette giorni, sei si proiettavano film pornografici. Mi ero fatto una piccola cultura, mi ero fatto le mie idee, avevo scoperto che alcune cose mi eccitavano altre per niente poi è subentrata l’assuefazione e quindi la noia. Il porno era diventato meccanico e artificiale. Sarò vecchio di spirito ma trovavo molto più stimolanti certi porno anni ’70 con pretese di recitazione e un certo gusto estetico e morboso al silicone che dagli anni ’80 in avanti ha reso il tutto perfino caricaturale. Oggi che ho una vita sessuale trovo il porno a tratti superfluo anche se qualche volta con mia moglie troviamo divertente guardare qualcosa (la scelta la lascio a lei comunque)

    Liked by 1 persona

  2. Anche io trovo queste suddivisioni pretestuose.Il porno è porno.Può piacere o meno ed all’interno del suo vasto modo quel che attira lo fa perchè solletica la nostra mente indipendentemente dal nostro sesso. Sono semmai le varie categorie su cui tutti, uomini e donne ci dividiamo andando a ricercare quel che ci attrae. Poi è innegabile che, il primo porno, quello segreto e clandestino di decenni fa era tutt’altro che etico e usava (letteralmente) donne sottomesse , per lo più prostitute costrette e certamente sottopagate o pagate per nulla. Ma da quel porno ne è passata di acqua sotto i ponti ed oggi chi lo fa lo va di sua spontanea volontà per cui è venuta a mancare quella motivazione che spingeva le femministe a contrastarlo. Peccato che sono rimaste ancora alcune che vogliono salvare anche quelle che non vogliono essere certo salvate visto che, coi loro guadagni dicono giustamente che non sono certo loro le sfruttate!

    Mi piace

  3. non lo so, io non ho rapporti proprio con la sessualità a priori, è un mondo che tendo a escludere e arginare proprio dal campo mentale e sul perché -ancora- non voglio indagare perché sento disagio e fastidio solo alla consapevolezza che esista questa natura umana, quindi leggo con piacere come sempre il tuo articolo, ma senza averne nessuna cognizione né opinione né voler sapere come la vedono o agiscono le persone intorno. grazie comunque di avermi ricordato e fatto riflettere su questa parte del mio cervello che è un abisso nebuloso di negazione e rifiuto, e che in realtà, nel mondo si prende il caffè con persone che probabilmente in quel momento ci stanno pensando. argh! me ahi! un saluto affettuoso dall’Eli🤗

    Liked by 1 persona

      • non so se è rassicurante o minacciosa come prospettiva 😂 intanto grazie, vediamo di arrivarci è vero, poi a quel punto se mi prende il mattovero che voglio avere a che fare con quella roba ci penserò poi (a darmi della cretina che mi ci sono infognata anch’io😜, ma prima mi scofano una carbonara con l’aragosta sopra, per rasentare il fondo, insomma ). 💖

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...