madre scoraggio

ieri sera ho costretto il Man a guardare una sola puntata di “4 matrimoni in Italia”.
di questo orrendo programma amo sadicamente due cose, che le spose credano veramente in ciò che fanno, (soprattutto che sarà “per sempre”), e che parlino di eleganza e glamour con la “cicigomma” in bocca. ciò che ogni volta mi sorprende, invece, è la scioltezza con la quale si esibiscono davanti alle telecamere, senza applicare a loro stesse un minimo di autocritica, senza vergognarsi nemmeno un po’ della propria ordinarietà, che non è una colpa, ci mancherebbe, ma la sola ragione per la quale sono in TV.

un intero popolo in attesa del dramma familiare, dell’incidente domestico e della lite per futili motivi, che conserverà “per sempre” soltanto lo streaming della trasmissione, e ricorderà di quella volta che andò in scena al TG delle 14:00 per parlare della rapina alla tabaccheria, e a quello delle 20:00 come amica di famiglia del morto, o di quando fu invitata da Vespa soltanto per dire che il proprio figlio era un assassino e un pervertito.

gente che prepara discorsi quando normalmente dovrebbe strapparsi le vesti, nel silenzio della propria casa muta, tra gli specchi coperti come vuole la quarantena del lutto; gente cui si consente (invece) di tenere comizi come se nulla fosse, versando di tanto in tanto qualche lacrima che ci sta bene; che parla di cose che non conosce ai microfoni di una chiesa gremita, soprattutto di giornalisti; il corpo del figlio ancora caldo e la forza pazzesca, inverosimile direi per una madre in lutto, quasi incredibile, e che mette in scena una battaglia personale e insulsa NON contro le Mafie della droga, che inviano spacciatori fuori dai licei, bensì contro l’unica vittima, il proprio figlio, un ragazzo di Lavagna di 16 anni che avrebbe potuto cambiare, perché a 16 anni sei tutto e non sei niente, perché a 16 anni non ci si perde, non certo per l’hashish, ma magari perché si ha una madre che non vede al di là del proprio naso.

mi domando per chi si scrive, se chi dovrebbe leggere non ha gli strumenti per farlo e preferisce basarsi sulla propria infinita ignoranza, preda di Merzavka per tutte le generazioni a venire, il dio delle verità assolute, schiavo del pubblico consenso e di una strana idea di celebrità.

qui il miei libri.

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