femminismo e “chiavate”

le femministe vogliono la parità di genere ma poi si lamentano che i maschi sono gay o non le sanno chiavare come si deve“.

questo l’orrendo proclama di un bannato, un mio lettore, ormai ex, che veniva a ispirarsi sui post della mia pagina, non capiva un cazzo e si masturbava sulla propria, partorendo obbrobri come questo virgolettato. lo vedete? siamo ancora a carissimo amico, al maschio che pensa che la parità di diritti: civili, lavorativi, pensionistici, decisionali, equivalga per la donna alla inevitabile crescita del pene.

la sottocultura entro cui ci muoviamo, oggi nel 2017, è quella delle twitstar donne che sfruttano qualsiasi argomento per insultarsi su Twitter su chi (sul palco di Sanremo) ha detto cosa sulla privacy e non poteva, perché in minigonna e vogliosa di mostrar la patata, mentre i maschi godono, postando femmine che si azzuffano nel fango, confermando al mondo quanto le donne odino le donne, mettendoci alla berlina, insomma, come sempre. perché spesso ha ragione la mia amica Nina, e cioè che il femminismo serve a poco se poi ci areniamo sul primo cazzo buono, cioè “che po’ pagà er mutuo”, se usiamo la lotta per metterci in mostra, e ritrattiamo tutto, e diamo la colpa dei nostri fallimenti ai nostri ormoni e alle nostre femminili idiosincrasie.

non è il femminismo che mi priva della mia femminilità, che vi garantisco, abbonda, ma siete voi, giudicanti scimmie da social. siete voi a togliermi aria e libertà, perché il mio diritto al lavoro, al rispetto, a leggi sullo stalking, sulla violenza domestica, ad avere lo stesso stipendio degli uomini, a vestire in minigonna senza che uno scimmione arrapato vedendomi camminare per strada decida che il segnale era: chiavami, a farmi foto after e before sex senza che nessuno le violi, io questo diritto lo posso rivendicare vestita come voglio, senza che nessuno debba giudicarmi poco credibile. perché una donna, casomai non ve ne foste accorti, è giudicata poco credibile di default, a meno che, come scritto ieri, non sia “poco piacente” e non puzzi di biblioteca, di Rocci e naftalina.

nessuna deve mostrare la patente da femminista per poter parlare, la civiltà, presente e futura, è una responsabilità di tutti, di noi che parliamo, e di voi che sicuramente sapreste farlo meglio.

qui il mio ultimo libro e qui 

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5 pensieri su “femminismo e “chiavate”

  1. Fermo restando che hai ragione su tutta la linea e che determinati esseri più che umani sono subumani non posso però ignorare anche la frammentazione che esiste nel mondo femminista. Seguo la pagina di WP di Eretica, che scrive anche su Il Fatto e trovo le sue battaglie sempre condivisibili. Ma, purtroppo, lei per prima denuncia anche certi tipi di femminismo che causano forse più danni che benefici. Il più evidente è appunto dar voce ad una schiera di uomini che pensano che tutte le femministe ambiscano ad una superiorità di genere solo perchè in quanto donne superiori a prescindere. Insomma, forse ci vorrebbe una maggior capacità di ragionamento da parte di tutti iniziando da una parola che pare sia in disuso: rispetto.

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    • secondo me l’unica è non pensare di avere la verità in tasca o di saperne di più soltanto perché magari scrivo sul “il fatto”, per dire. no, l’ultima che ho bannato è vicedirettrice di un altro giornale. era un esempio.

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      • No, non penso che sia più brava perchè scriva li, l’ho riportato solo perchè magari la conoscevi o conoscevi le sue battaglie.Io la seguo perchè ne condivido i principi poi magari sbaglia lei e sbaglio io ed hanno ragione quelle femministe che la donna è sempre superiore o che la donna deve essere libera a patto che la sua libertà rientri nei canoni di ciò che stabiliscono alcune donne e che debba andar sempre bene a tutte!

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      • sì sì, bravissima. ma personalmente non mi dichiaro femminista, e non ho molto tempo per leggere i blog. Mi limito alle agenzie. scrivo romanzi e dico cose, e tra le tra le tante cose che detesto del femminismo son quelle con i gradi sul petto. faccio teatro politico dal 1987 ma vivo oggi, e oggi parlo di ciò che ho letto ieri, punto.e ieri un imbecille mi ha preso per il culo sulla sua pagina, da qui il post. la battaglia la faccio ogni giorno in ambito editoriale, osservo e commento. non discuto del femminismo: voglio essere libera di andare in giro di notte e credibile né più e né meno di un uomo.

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