le nuove frontiere dell’editoria a pagamento

qualcuno, un caro amico, mi suggerisce sensatamente di “farmi li cazzi mia”, perché in questi ambienti dove “la corte”, (il gruppo, la cerchia), è più importante del talento, bisogna cucirsi la bocca. ma, sarà Marte in Ariete, quando m’imbatto nell’ingenuità dei neo scrittori, che credono nella valutazione gratuita per un concorso e poi si vedranno presentare il conto, mi si stringe un groppo alla gola che, se non parlo, niente più va giù.

ricordo ancora la prima romantica lezione di Alberto Castelvecchi, in Luiss, quando lavorai per il corso di Editoria e scrittura Creativa ideato da Roberto Cotroneo: l’Editore è come una grande antenna ben piantata sulla terra, in grado di recepire i segnali del cielo. la terra come metafora del marketing, il cielo, l’intuito del grande talent scout in grado di stanare capolavori. l’Editore, quindi, il mediatore Guru tra esigenze del mercato e sperimentazione letteraria.

ma nell’era digitale è facilissimo stampare un libro, soprattutto se brutto, e lo è ancora di più quando le spese dell’editore sono azzerate dalla brama dello scrittore di essere pubblicato “costi quel che costi”. se poi l’editore (furbetto) scrive formule del tipo: valutiamo il tuo manoscritto, hai un manoscritto nel cassetto?, nessuno ti pubblica?, inviaci la tua opera per una valutazione gratuita, il gioco è fatto, le clausole, nella mente del creativo, rimosse del tutto, i codicilli con i diversi avvisi sul costo (altissimo) dell’editing, o il fatto che sarai pubblicato soltanto dopo attenta valutazione di un team di esperti (senza nome), e dopo il voto on line e prenotazione di tot copie del libro da parte dei lettori, nemmeno presi in considerazione.

sono i furbetti dell’editoria e ne nascono ogni giorno, il loro vero nome è Editori a “doppio binario”, ossia pubblicano gratis chi vogliono, ma da altri si fanno pagare: in prenotazioni per il libro in uscita, così che non debbano rischiare un euro, costringendo lo scrittore a elemosinare l’acquisto del proprio libro per tutta Facebook, in SERVIZI EDITORIALI, che l’editore vende a prezzo altissimo e che faranno la sua unica fortuna. distribuzione? zero. Ufficio Stampa?, qualche post sui social.

anche perché, detto tra noi, se un Editore non rischia, non crede in voi, allora molto meglio il print on demand. 

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Un pensiero su “le nuove frontiere dell’editoria a pagamento

  1. Il tutto sullo sfondo di un paese che, lo ripeterò fino allo sfinimento, vive nel paradosso dove si legge sempre di meno anche se aumentano gli “autori”. Tutti scrivono e nessuno legge. Scrivere un libro è l’ultimo baluardo per la soddisfazione del narcisista

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