Marité e le credenze popolari

«…quindi il tipo digita: e vatti a fare una bella scopata così ti rilassi».

lei non parla, io lascio che la stronzata cosmica arrivi fino al suo attico ai Navigli e riprendo: «giuro!, siamo nel 2016 e c’è chi la pensa  ancora così».

«ah… », dubbiosa, lei.

«soltanto perché avresti scritto che il menginococco di tipo “c” non proviene dai migranti africani… ah», riassumendo il fatto.

Maria Teresa, la mia amica che con tre lauree fa marchette per fare la spesa, ci riflette sopra un attimo:
«ma questi che si accalorano per certi temi, che fanno proclami e di tutto per provare che i migranti sono una piaga, che ci rubano il lavoro e sono cellule terroristiche, sono mai stati in guerra?, lo conoscono il significato della vita?, sanno che manca sempre poco?, perché la vita dura un respiro per quanto appaia lunga?, e quando pensi a domani ti accorgi che è già finito e nel frattempo non ti sei goduto un cazzo e sei rimasto a ringhiare dietro il monitor per anni?».

accende il phon.

«o forse pensano che le donne portano ancora la camicia da notte bianca con sopra scritto: “non lo fo per piacer mio ma per far piacere a Dio”?, e in nome di che cosa, poi,  e di chi?, se loro non sono nemmeno Principi di Salina ma tutt’al più quarantenni nevrotici, che per la maggior parte non possono più prendersi alcuna responsabilità, e la prima cosa che ti domandano è se hai un lavoro a tempo determinato?».

io non intervengo neppure. Maritè fa la puttana, sa meglio di me quante calorie brucia a ogni appuntamento, quante energie a ogni nuovo amore.

«e anche se volesse, l’italiano medio dopo i 30 mette su pancia!, di norma preferisce starsene sotto a guardare le performance di lei, notoriamente bonissima e ben rasata come quelle dei film hard, altrimenti meglio la moglie».

spegne il phon.

«vivono attaccati alle proprie appendici digitali ma credono ancora in Babbo Natale, nella vincita alla Lotteria e nel maschio attivo che ne fa “due senza levà”». ride. «ma son credenza popolari… ».

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2 pensieri su “Marité e le credenze popolari

  1. Mi hai fatto tornare in mente un libro che ho riletto di recente: Tutte le novelle di Giovanni Verga, volume primo. Come è noto, questo autore aveva una posizione molto ostile nei confronti della religione, e il suo essere violentemente anticlericale emerge con molta evidenza in queste novelle, gonfie come sono di sferzante satira religiosa. Satira che ha due obiettivi principali: da un lato il popolino, la cui fede religiosa si spinge a livelli estremi e per questo si presta facilmente a venire ridicolizzata dall’autore; dall’altro gli uomini di chiesa, spesso meschini come non mai, che approfittano della loro posizione e della creduloneria del popolo per i loro loschi fini.
    Sebbene sia fortemente in disaccordo con Verga sul tema della religione, ho letto con molto piacere queste sue novelle. Anzi, la strepitosa ironia con cui si prende gioco (appunto) delle credenze popolari è uno dei fattori che più di tutti hanno determinato il mio gradimento. E poi la sua abilità nel dire tantissimo anche con una semplice frase (in certi casi addirittura con una singola parola), la profonda attualità dei suoi racconti d’amore… chi lo identifica come uno scrittore triste, o dedito soltanto a storie “sociali”, dovrebbe decisamente leggere questo libro. Soprattutto le sezioni “Vita dei campi” e “Novelle rusticane.”

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  2. Questa gente che è l’emblema di un analfabetismo e di una ignoranza certificata dalle loro lauree e dai loro diplomi non sa nulla di nulla ma più non sa e più straparla. Questa gente se solo avesse studiato un minimo saprebbe dei virus e dei batteri e di come essi sono endemici e ben radicati nei territori e che, se non fosse per le vaccinazioni che essi stessi contestano, ancora oggi si morirebbe molto di più. E se avessero studiato poco poco anche la storia magari saprebbero che, per evangelizzare il mondo se c’è qualcuno che ha portato ed esportato terribili malattie dove non ce n’erano…quelli siamo stati proprio noi! Ma si sa…se sono neri gialli o rossi allora devono essere per forza brutti sporchi e cattivi…

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