11 donne a Parigi

se non avete niente da vedere in TV non guardate neppure “11 donne a Parigi“, orrenda pellicola francese che racconta di  ben 11 donne tutte con problemi ormonali.
la cui regia, brutta, è di una donna. con tanto di incredibile (nel senso di NON credibile) balletto finale, brutto, sotto la Torre Eiffel.
film immagino tratto da un romanzo, brutto, forse scritto da una donna.

e mentre lo guardavo tentando di ridere, pensavo alle ragioni della mia amica Nina, quella che sostiene l’inutilità del femminismo e il fatto che, tutte noi, alla fine, ci areniamo sul primo cazzo buono, quello che può pagare il mutuo, e che, vista la cinematografia che fanno passare in TV, non si può negare sia vero. ma senza annoiarci troppo, basterebbe leggere i commenti degli utenti sotto qualsiasi articolo che parli di chirurgia estetica per capire il livello di cultura generale di cui gli opinionisti da bar sono dotati.

se continueranno a disegnarci a questo modo, hai voglia litigare tra femministe sulle locuzioni da usare e quelle che no.
caratteri bidimensionali con la personalità di una mosca d’autunno, in poche parole fastidiose, ossessive, governate dal flusso mestruale, la cui massima ambizione è non avere la menopausa, liberarsi dal testosterone in eccesso, sposare il belloccio che ci rassicuri, scopare con quello che tutte vorrebbero e noi bruttarelle abbiamo conquistato.
il maschio, sempre e comunque, al centro dei nostri pensieri, non il lavoro, non la testa.
nel 2016 si rinvigorisce l’idea maschiocentrica che la realizzazione passi soltanto da lì, dall’equilibrio ormonale dovuto al sesso.

non si può parlare così di sesso e di femminilità. e forse lo fanno meglio gli uomini come Truffaut; o forse nel ’71 non c’era nessun obbligo a far ridere, a viaggiare per luoghi comuni, a rendere tutto terra terra, leggero leggero, masticabile.

forse nel ’71 c’era anzi l’abitudine ad approfondire, nella politica come nel cinema, come nel capolavoro “Le due inglesi”, che Truffaut arma di una profondità e di una rettitudine, intesa come etica e come pensiero fondante di una esistenza, inimmaginabile oggi.

brave, voi continuate a infilavi le vostre cazzo di Louboutin e a combattere per il diritto a farlo.

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9 pensieri su “11 donne a Parigi

  1. L’analisi riguardo alla figura femminile calza a pennello. Una sola precisazione, o domanda, o dubbio. Come ho scritto nel mio ultimo post sul blog, cosa si deve pensare quando credi di creare qualcosa, con una persona che alla 4 volta che ci si vede, ti chiede di metterglielo dentro senza goldone per “rafforzare in maniera piú profonda e duratura il nostro rapporto”?

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