dall’estetista

«scusami cara ma stamattina corro perché ho trucco e parrucco, depilazione total body e massaggi. resterò lì fino credo alle cinque e poi mi toccherà una cena di lavoro».
quando Marité pronuncia la parola magica, la immagino distesa su un lunghissimo vassoio d’argento accompagnata da caviale, portata in spalla da camerieri in livrea al soldo di un Ministro della prima Repubblica (ma anche della seconda tanto non cambia), dalle voglie così incontenibili che, oltre a congrue mazzette, per sopravvivere ha bisogno di nutrirsi di carne umana.

ma Maria Teresa, la mia amica che fa marchette per fare la spesa, è protetta dagli angeli delle puttane, quelli che alla domenica mattina mangiano meringhe con lei e difendono le vittime del Sistema.

«lo sai che mi son dovuta litigare la seduta di manicure con un operaio specializzato?».
«Ma dai?». io, che perché il Man accetti un appuntamento con la mia bella estetista brasiliana devo tendergli tranelli, perché nel Jazz la vanità risiede tutt’al più nella sala gremita e nell’improvvisazione più cool.
«e ho anche notato che sono sempre più umorali e profumati, femminissime benché padri di famiglia.
il direttore della mia filiale mi fa proposte finanziarie per negarle il giorno dopo con la scusa che aveva l’emicrania».
«mi venissero a parlare ancora di estrogeni e ormoni… ».

«da quant’è che non raccatti qualcuno per strada?», lei, sinceramente curiosa.
«che non sia un rifugiato politico?».
«da quando non rimorchi su Facebook, o… twitter».
«che non sia uno scrittore frustrato?, un narcisista a caccia di fan, uno che ha messo la foto di suo fratello figo o di quando aveva vent’anni, e che a sessant’anni si augura di diventare analista politico per una grossa testata benché non sappia accentare neppure una negazione?, beh, è tanto che non ne raccatto uno, sì… e quella perdita di tempo non mi manca… ».

«trovare un uomo dotato di bulbi piliferi è ormai complicatissimo, ma non lo diciamo alle femministe di ultima generazione altrimenti mi ammazzano. perché  in questo Paese ognuno può fare e dire ciò che vuole, salvo poi vedersi insultati in pubblico a pensarla appena diversamente.
sta di fatto che mio padre tagliava gli eccessi, mio nonno nemmeno quelli. e non dico di farci proprio bestie, ma appoggiare la testa su un petto morbido è diverso che farlo sulla sua ricrescita mensile.
pensa… l’ultima volta ho chiamato “Anna” un cliente che mi aveva chiesto di fare sesso bendata!».

 

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