maledetto lunedì

quando squilla il cellulare sono in collina al quarto chilometro.

«faccio con amore il mio mestiere», mi fa Marité, e non è una domanda.
anzi, nel suo caso si potrebbe affermare che abbia fatto dell’amore il suo mestiere, ma non glielo dico. e se non sono mai stata cliente di Maria Teresa, la mia amica che fa marchette per fare la spesa, è soltanto per una questione di budget, non perché sia donna.

la conobbi da Intimissimi sei anni fa, a Milano, dov’ero ospite da mia sorella per alcuni giorni di riflessione e per vedere la mostra di Hopper. ricordo che la sua lunga mano scivolò attraverso la tenda del camerino sul mio fondoschiena: ti starebbe molto meglio una misura più piccola, disse la voce di Marité ancora senza un volto.
allora chiamai la commessa e seguii il suo consiglio. quando infilai la culotte la cercai per ringraziarla, ma era già uscita dal negozio.
tra donne libere ci si riconosce. così su Corso Buens Aires trovammo un baretto riservato per bere un tè e scambiarci i numeri di telefono.

«secondo te perché la gente cerca un lavoro e poi fa di tutto per perderlo? perché al contrario di tanti fratelli europei ci piace mostrare al mondo il nostro aspetto trasandato e fancazzista?, digitare su twitter quanto sia difficile il lunedì mattina, anziché ringraziare, il destino, il concorso, l’amico di famiglia che ci ha fatto assumere? perché c’è chi sbuffa se chiami il call center di un ospedale?, chi fa le facce se finalmente un cliente entra in negozio e domanda, e interrompe la chat su FB?
perché forse quelli che hanno un lavoro non se lo sono sudato?
perché la coerenza non è di questo mondo?
perché lamentarsi di ciò che si possiede è lo sport più praticato?
forse perché qui si pratica la remissione dei peccati anziché la dura legge del karma?

è alterata, lo sento. credo anzi che stia piangendo la mia cinica amica.
chiunque dovrebbe pensare a lei, alla mia bellissima amica in lacrime, prima di declinare sui social la propria infinita stanchezza. e dovrebbe provare ad avere cinquant’anni e a essere licenziato in tronco, prima di lamentarsi quanto sia difficile riprendere al lunedì mattina.

(Pioggia Dorata è la mia ultima uscita editoriale)

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7 pensieri su “maledetto lunedì

  1. Perchè come dicono a Napoli siamo una massa di “chiagne & futti”. Sempre in prima fila a lamentarsi, sempre in prima fila a maledire, denigrare, criticare e fare le pulci agli altri tranne poi comportarci esattamente nella medesima maniera non appena c’è la convenienza. Siamo brutta gente, o gente abbruttita da un sistema che ci ostiniamo a pensare l’unico possibile, senza aver capito che la storia sta preparando un conto salato

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