io ho Trump e Marité ha un appuntamento

ho la tazzona di caffè in mano, so da tre minuti esatti che il mio incubo peggiore si è realizzato e che da oggi vivremo in mondo di conigliette e donne in Louboutin, e la nostra editoria stamperà romanzi sempre più rosa e sempre più gialli e sempre più neri, e che a comandarci avremo un tizio sessista con il riporto che mi ricorda tanto qualcun altro, e che da oggi ogni mio sforzo sarà vano, e le donne di tutto il pianeta, anziché stare sulle proprie gambe, sogneranno uno come lui che in cambio di qualche soffocotto le conduca per mano nel brillante mondo della politica, quando il mio cellulare inizia a muoversi sul tavolino.
o è la Casa Bianca o è Maria Teresa. è lei, rispondo.

«devi darmi un consiglio, presto!»
«vuoi il nome di un atollo pacifico nel Pacifico? un angolo di terra dove non ci sia pericolo di essere bombardati da missili, social network o TV on demand?»
«no, ho conosciuto uno, su FB, e ho paura finisca come sempre».

perché Maria Teresa, la mia amica che fa marchette per fare la spesa (e scusate la rima), è ancora in cerca dell’amore e, soprattutto, spera di trovarlo. così mi racconta che stavolta le sembra un sogno, che il tizio in questione non è dei soliti proci digitali (proci, non porci, vedi Odissea, vedi Penelope, vedi Ulisse che tornato a casa… beh, se non conosci la storia leggi il libro), che l’uomo avrebbe più di cinquant’anni e non è sposato, che è bello da morire e ha tanti capelli.

«quindi? lo sai che sui troppi capelli avrei i miei dubbi… ».
«quindi tu lo sai com’è! che quando ci si piace si inizia il corteggiamento on line, e poi il sesso on line, e quando finalmente si arriva al primo appuntamento è un disastro e non succede niente e anzi il tizio smette anche di mettere like alla tua pagina… ».

perché Marité in effetti fa una brutta impressione al primo incontro. e al contrario di molte non va subito a goal, che se pure quello sparisce almeno si è levata lo sfizio di sapere come lo fa. eppure è bella, profuma di shampoo alla mela verde e alita nontiscordardime; il suo accento del sud è delicato, non dice troppe parolacce e non confessa, non al primo appuntamento, che per mantenersi avrebbe anche utilizzato una delle sue tre lauree ma che fa più curriculum quello che sa fare a letto, e  anche la paga è migliore di quella che avrebbe ottenuto come ricercatrice.

«ogni volta che incontro uno che mi piace lui sparisce!».
«non sarà che hai troppe aspettative e magari si spaventa? perché lo sai, gli uomini le sentono certe responsabilità, eh eh, hanno un fiuto da conigli quando si tratta di misurarsi con il principe azzurro, o Rocco Siffredi… ».

Marité sospira.

«sai che puoi fare?», le dico mentre guardo Trump gioire in TV.
«elimina l’appuntamento!».
«cioè?»
«cioè proponigli di venire a casa tua prima dell’aperitivo ai navigli».
lei ride e anche io

«poi chiudi a chiave la porta di casa. per lui sarà complicato fuggire. a meno di lanciarsi dal quinto piano».

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