vogliamo un nuovo social

insomma stamattina volevo scrivere di Noah e Alison, la coppia di The Affair, serie TV in onda su Sky, ma ho trovato nella posta il povero Frank, baffuto cinquantenne, che mi salutava da Vancouver, Canada, e moltissimi suoi like a foto chiuse e blindate al pubblico.
il mio uomo stia tranquillo, quelle veramente hot son solo su Instagram, dove in effetti non ho nemmeno un profilo, perché con quello che scrivo sublimo così tanto che non ho bisogno mostrare carne in giro.
comunque, lasciando le dolenti note del mio lavoro ai perbenisti dell’editoria e alle amiche di mia madre,  FB si sta rivelando un nonluogo sempre più pericoloso.

e sarebbe tutto nella norma, sarebbe anche una cosa risaputa, non avesse pagine e pagine sulla nostra Privacy, e manca poco che per la NOSTRA SICUREZZA ci domandi anche il codice fiscale e il gruppo sanguigno, se censura a proprio piacimento foto di atlete danesi nude, delle quali non si vede nemmeno un capezzolo, ma lascia in giro quelle di donnine dall’atteggiamento hot, e le labbra tumide, con il filo interdentale tra le chiappe dorate. insomma niente di male se non fingesse di essere un social sicuro.

da anni mi arrivano richieste di amicizia da parte di signori, militari mai visti né cercati, tra l’altro di stanza in Iran, in Siria, ovunque loro abbiano portato la guerra, che si mostrano fieri su carri armati, alle loro parate del cazzo, giacché io ripudio la guerra, come mi pare anche la nostra Costituzione, e inviano messaggi illeggibili scritti con il traduttore.
ma credo che più di tutto, ciò che dovrebbe indignarci e spingerci a chiudere FB (ma se non lo fate voi non lo faccio neanch’io), sia l’attualissimo caso di Tiziana Cantone, su cui ovviamente non vedo più hashtag né articoli di protesta perché poco hot, cui dovremmo dare rilievo per essere di sostegno alla lotta di sua madre, che è una lotta di tutti, perché una cosa così può succedere a chiunque, e non facciamo le Sante impalate e gli inquisitori, che di scheletri nell’armadio siamo pieni.

se un utente domanda che sia rimosso un contenuto, poco importa che loro abbiano soltanto 10 dipendenti in ufficio qui in Italia  e gli altri in Canada o che so io, come puntualizzato dall’espertissima Lucarelli. a me di com’è composta l’azienda non me ne frega niente, e se ancora non si è adeguato alle nostre leggi, deve riparare, come è successo in Germania, dove Zuk è stato accusato di razzismo. l’azienda multimilionaria DEVE assumere ingegneri in grado di far sparire foto, video e contenuti che ledano la persona, chiunque sia.

ah, già, vero. noi non siamo la Germania. e dimenticavo…  Tiziana Cantone, a ben guardare, se l’è cercata. vero?

 

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6 pensieri su “vogliamo un nuovo social

  1. Da tempo anche io mi interrogo, e mi faccio la stessa famosa domanda: “che ci faccio qui?”
    Non ho ancora trovato i coraggio (sì, ci vuole coraggio) per mollare.
    Mi fa piacere vedere che ci son altri che condividono i miei dubbi.
    Un giorno ce la faremo.
    Senza.

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  2. Qualche considerazione un po’ pallosa ma, spero, utile.
    Non possono esserci leggi nazionali per risolvere situazioni come quelle di Tiziana Cantone.
    Facebook e dintorni sono oggetti che, per la loro stessa natura, sfuggono alle leggi nazionali a causa della loro trasnazionalità, incompatibile con la giurisprudenza corrente.
    La soluzioni sono leggi internazionali, in grado di aggregare la massa critica necessaria per aggredire il problema.
    Un bel passo avanti è la nuova normativa europea 679/2016 GDPR, recentemente approvata, che andrà a sostituire le leggi nazionali sulla privacy e sulla sicurezza. Gli articoli 16 (diritto di rettifica) e 17 (diritto di essere dimenticati) sono ben scritti e dovrebbero impattare decisamente sui social con tutta la forza dei 28 stati membri dell’Unione. Se a questo si affianca la recente normativa “Privacy Shield” che estende agli USA alcune normative europee direi che il futuro su questi temi dovrebbe essere decisamente migliore.
    Vedi anche: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/files/3_social_network_en.pdf
    Questi nuovi regolamenti entreranno in vigore (tassativamente e per tutti gli stati coinvolti) il 24 Maggio 2018 (per dar tempo ai fornitori di servizi di adeguare i loro software).
    Speriamo.

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      • Hanno promosso un’indagine, siamo ancora lontani da una vera denuncia che non potrà, con la normativa attuale, portare ad una condanna vera e propria. Manca una indicazione di giurisdizione, chi potranno condannare? Un cittadino americano, principale azionista di un’azienda con sede legale in Canada, server alle Barbados e domicilio fiscale alle Bermuda? Arriveranno ad oscurare Facebook in Germania? Non ci credo e la vedo molto fragile in termini di diritto internazionale.
        L’indagine è un’operazione di facciata di cui parlano tutti i giornali, la chiusura delle indagini, con l’ammissione di mancanza di giurisdizione, saranno tre righe a pagina dieci. E’ un cinema già visto.

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