misantropia

ieri mi sono permessa di commentare un articolo sulla misoginia femminile. ho osato insinuare che magari sarebbe ora di piantarla di puntarci l’un l’altra il dito contro, e che se iniziassimo a fare qualcosa sarebbe più proficuo. perché alla fine tutto questo bla bla sul nostro comportamento, sulla solita storia che parliamo male delle altre donne o che ci complimentiamo con il maschietto che fa la spesa e cambia il bebè, contrariamente alla tradizione, bene non ci fa, anzi ci annichilisce ancora di più sia agli occhi dell’uomo che ai nostri, senza cambiare di un’acca la situazione ma fornendo un mucchio di like alla giornalista di turno. chiaramente, a questa affermazione sono stata aggredita, da una donna, ovvio.

ma quanti articoli abbiamo letto in questi pochi anni social che parlano di donne che odiano le donne? e una volta che li abbiamo letti e ne abbiamo preso atto, che cosa facciamo?, continuiamo ad aggredire le nostre sorelle?, anche in nome della loro pubblicizzata aggressività, o cambiamo atteggiamento? eppure qualcuno diceva, sempre il mio poeta preferito, (maschio maschio certo, e pure di destra), lui diceva che sarà la femminilità a salvarci, e la gentilezza. ed io posso testimoniarlo, che al di là delle aggressioni immotivate ottenute qua sopra, nella vita reale conosco soltanto donne splendide, ragazze che campano da sole due figli o più, o che dopo anni di tossicodipendenze si sono tirate su da sole e ora vivono a casa propria, che hanno una dolcezza immensa nello sguardo, che si amano tra loro pur essendo etero, che si fanno in quattro per solidarietà, che si prodigano per tutte le altre come hanno fatto per me.

io non so dove vivano tutte queste Milf spietate, queste Cougar con tanto di zanne e artigli, ma ho la sensazione che abbiano casa soprattutto qui sui social, che nascoste dietro un nickname diano semplicemente sfogo alla propria frustrazione, legittima il più delle volte, perché se fai una vita di merda diventa anche complicato digerire i successi altrui, spesso immeritati.

personalmente credo si debba ricominciare a valutare la gente per ciò che fa più che per ciò che dice. la misoginia esiste, nessuno lo mette in dubbio, quella femminile io l’ho vista in azienda, quando Stefania, segretaria femminista e da me assunta, prendeva ordini soltanto da quell’imbecille del mio  ex marito; l’ho vista al lavoro, dopo, quando fui impiegata in una bellissima scuola di design e la bella direttrice mi accompagnò alla porta dicendo: il problema, Elena mia, è che tu hai troppe competenze ma qui comando soltanto io. ma si può ovviare, si può lavorare rassicurando e dimostrando, lavorando individualmente, applicandoci a non aggredire noi per prime, dicendo basta a certe categorie, basta ai luoghi comuni.

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