proclami

i proclami su Facebook hanno lo stesso valore delle promesse degli amanti, si dimenticano il giorno dopo, e soprattutto non ci tengono al riparo dalle angherie dei nuovi contatti che nulla sanno delle nostra Netiquette , né della buona educazione di base, di cui i genitori erano evidentemente ignari.

le persone domandano amicizia e non salutano, né ringraziano, né, se sconosciuti, si presentano. perché la buona norma vuole che, se qualcuno mi concede l’amicizia, io ringrazi, così come al supermercato se qualcuno ci fa passare avanti con la nostra singola bottiglia di latte. fu perciò che litigai con la Stancanelli, agli albori di FB, mia ex compagna alla Silvio d’Amico, perché mi domandò l’amicizia su FB e nemmeno salutò. poi chiuse l’account: e minchia, non mi vedi da 20 anni almeno ciao, no?

direi quindi che è uno spreco di energie proclamare la propria indignazione verso l’umanità e i suoi comportamenti assurdi, a meno d’inserire tali richieste tra le info personali: non scrivete in privato se non avete letto i miei romanzi; no perditempo analfabeti; no frequentatori del “piuttosto che” congiuntivo, no aspiranti scrittori; no scassapalle lamentosi, no chiunque sia fuori “dal giro”. meglio sarebbe eliminare quei contatti che ci stanno proprio sullo stomaco e che ledono la nostra serenità social.

invece ogni giorno scorro la Time Line di Fb e leggo appelli, decreti e dichiarazioni ridicole, contro fan, fake, troll e lol. e fa un certo effetto sapere che gli addetti ai lavori  sono veramente acidi come alcuni dicono, e certi scrittori stronzi come tanti pensano. io non affiderei mai un mio manoscritto a qualcuno che spiffera ai quattro venti le evitabili defaillance del malcapitato che si è permesso d’inviare la bozza senza domandare. mai e poi mai darei fiducia a uno stronzo che invece di rispondermi in privato, anche per le rime, racconta a tutti che mi sono permessa d’interpellarlo.

qualcuno di voi sa che io edito romanzi?, no. perché l’editor è un po’ come il medico, non svela segreti, non racconta le nostre vergogne, non giudica con piglio di superiorità. scrivere un romanzo, anche orribile, è complicatissimo. e il fatto che si sia in tanti, in questo mondo di merda che è l’editoria, dovrebbe rendere ilare colui che ha la fortuna di lavorare e di guadagnare, e anche grato ai coglioni che gli domandano aiuto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...