#cannabis e fandonie

 

non sto scherzando, Ministra. anzi, vado anche rapida al punto perché oggi è domenica e mio marito vuole fare un giro  in paese.

i ragazzi che conosco personalmente, non quelli che vivono nel paese fatato che non c’è, la cannabis non sanno nemmeno che cosa sia, fanno uso di pillole sintetiche, quelle che si vendono liberamente in discoteca e che permettono di fare giochini stupidi come il “balconing“, attività in voga nel 2010 , che consisteva nel saltare da un balcone all’altro sfracellandosi spesso la testa http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/486957/italiano-vittima-del-balconing-a-ibiza.html.

gli altri, se non lo sa, bevono liberamente Aperol Spritz, droga di Stato, che infatti si vende  anche al supermercato; altri tirano cocco già a quindici anni. e non parlo del paese di bengodi eh. parlo dell’Italia, dove i dati sul consumo di alcol da parte di minori e sui ricoveri per incidenti stradali parlano chiarissimo, giacché senza liberalizzazione non abbiamo dati certi sullo spaccio. o no?, mentre con la vendita legalizzata, i suoi figli, Ministra, e quelli del capo della divisione anti ndrangheta, così contrario alla #Liberalizzazione, saranno più al sicuro.

pensi che sogno per il Ministero dell’Interno!, casomai non fossimo già abbastanza controllati da maledetti dispositivi elettronici e telecamere che gli anni ’80 di Gladio in confronto sembrano preistoria, porca paletta!, pensi, Ministra, telecamere di controllo filmeranno milioni di cougar eleganti e cinquantenni ex punk ormai appagati da un lavoro in banca, in Regione, Provincia, al catasto, e con il pallino del giardinaggio, entrare nei negozi specializzati e comprare semi di cannabis o qualche grammo per sé e gli amici, da fumare durante una cenetta elegante in terrazza: consapevolmente, Ministra, e pagandoci su le tasse che serviranno poi a curarli da malattie mortali, come gli obesi, o i diabetici, che per diventare diabetici, non sempre MA SPESSO, hanno esagerato in dolci.

proibite, decidete anche per noi ultra maggiorenni e nonostante ciò che afferma la medicina mondiale. ed io, che non bevo più, al contrario della massa che l’Italia produce ogni anno e che succhia sodi dalla sanità pubblica a forza di cirrosi epatiche, sono costretta ad andare in cerca di Pusher a San Lorenzo, magari di notte.

(per approfondimenti il racconto Il Pusher http://www.80144edizioni.it/porn-to-be-alive.html)

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