romanzo facile

Francesco Franceschini di cui ignoravo l’esistenza fino a un minuto fa, quando Tamara, credo e spero per provocazione, mi ha inviato il link del suo corso “romanzo facile“, scrive (qui http://romanzofacile.it/chi-sono/) che la sua editrice Voland, per la quale “è” pubblicato, sostiene che lui sia l’unico di 5, forse 6 scrittori italiani a non aver dato un contributo per pubblicare. ecco, Franceschini, aggiungi anche me cortesemente, perché non soltanto non ho pagato ma ho anche ricevuto dei bonifici. e salutami la Voland, eh, che non risponde mai agli autori e mi auguro abbia superato le bufere aziendali. comunque è tristissimo imparare a scrivere in tredici lezioni da trenta minuti e secondo le regole. un tanto al chilo, insomma, e senza nulla togliere al talento e all’efficenza del docente, che però, diciamolo, ha pubblicato in totale un romanzo e due racconti, meno che me, e sempre per valutare un tanto al chilo mi pare un po’ pochino per salire in cattedra, nonostante la laurea.

l’editoria è in crisi e anziché sfornare prodotti di qualità vi mettete a tenere corsi di scrittura, altri? “Scrivere un romanzo non è differente dal fare la lista della spesa“, scrive nello stile pubblicitario americano l’intellettuale Franceschini Francesco, docente e tenutario del corso di scrittura facilissima in questione. infatti sto leggendo un romanzo di McEwan, Cani neri, Einaudi, definito con un tweet da Elena Stancanelli  l’inizio della fase letteraria anale dello scrittore inglese, ma più che altro pieno zeppo di refusi (10 fino a pagina 134), dovuti al pressapochismo di chi? di chi ha licenziato i correttori di bozze, forse? o di un correttore di bozze raccomandato che non sa fare il proprio mestiere? o perché pubblicano a raffica e non curano i particolari dei volumi in uscita?

comunque vorrei dire ai poveri illusi che vogliono fare gli scrittori: perché fa fico, si rimorchia, è una goduria, che scrivere un romanzo può essere anche facile, cosa di cui io e il Prof Francescini Francesco, magari, carte alla mano, un giorno parleremo, ma che pubblicarlo resta un calvario, che le Agenzie chiedono soldi a palate anche a chi ha già pubblicato, e ottenere il pagamento da un editore, la maggior parte delle volte si tratta di misere sommette, è un terno al Lotto.

mi piacerebbe svegliarmi da quest’incubo e ritrovarmi tra gente che legge e non soltanto “scritti selezionati” come suggerisce lo Scrittore. e quindi grazie Prof, entro il 2020, grazie a lei, ogni assicuratore del Paese avrà scritto la propria lista della spesa… oh, no, il proprio romanzo! perdonatemi se non penso siamo tutti uguali, e se sostengo da anni che non tutte le storie vadano raccontate.

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7 pensieri su “romanzo facile

  1. ahahahahah…
    comunque, leggendo vite ed esperienze di scrittori, ho scoperto che il processo che porta a un libro può essere anche molto doloroso.

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    • certo, se scrivi un romanzone rosa non ti muove niente dentro. se sei una che è stata stuprata e scrivi un romanzo sulla violenza sessuale magari ferisce… io credo che il genio tenutario del corso intenda una scrittura corretta, ma piana. non so… comunque le inventano tutte per fare soldi.
      se non vendono libri tengono corsi.

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  2. Come ho già dichiarato in passato: una volta dihciaravo di essere “scrittore” con un certo, malcelato orgoglio. Oggi ci vado molto piano nel dichiararlo che ancora un po’ e diventerà motivo di vergogna per chi vuol farlo sul serio

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