Siamo polli da batteria, non i protagonisti del mondo che cambia

d’accordo su ogni punto.

Roberto Cotroneo

La domanda più importante di tutte è probabilmente questa: a chi stiamo cedendo la nostra memoria? E come ci siamo rassegnati a usarla? E che influenza ha tutto questo sulle nostre intelligenze?

Da un po’ di tempo gli studiosi del web e del mondo digitale dibattono sulle conseguenze dell’uso massiccio della rete. E non lo fanno attraverso la vecchia dicotomia: buono o cattivo. Neppure attraverso un dibattito sull’uso o l’abuso del web. Non si tratta di essere contro la rete o a favore. E neppure di decidere cosa fare di nuovo sul web e cosa evitare. Si tratta della nostra libertà: la nostra libertà mentale.

A tutti è capitato di incontrare qualcuno che si vanta di conoscere a memoria centinaia di numeri di telefono, mentre le nuove generazioni li hanno tutti memorizzati sul proprio cellulare. E a tutti è accaduto di incontrare persone, anche autorevoli, che facevano l’elogio delle poesie…

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