inerzia

cambia che se non ho un altrove e un oltre cui rivolgermi posso stare seduta sul muretto della Casa del Jazz a non pensare, a guardare il cielo che si tinge di notte, il volo degli uccelli. posso non occuparmi di nulla e lasciare sia l’inerzia a prendersi cura di me. cambia che quando sono fuori dai social, lontana dal confronto con il mare di gente in cerca di notorietà e scontro, mi sento meno speciale, meno intelligente, meno bella ma più viva.

diversamente dall’altra volta, quando chiusi i social per sette mesi, non ho neppure avuto l’astinenza delle prime ore. il tempo si è dilatato e la mente si è svuotata in meno di un’ora, e tutto è diventato meno indispensabile, meno magnifico. soprattutto la corsa idiota verso il nulla che una pubblicazione più importante potrebbe darmi.

i social ci friggono il cervello perché nessuno sa usarli veramente con parsimonia. si dice, ma nessuno lo fa. ho visto giornalisti famosi cascare su una discesa montana a Cortina per rispondere a un post.
i social sono mortali. enfatizziamo ogni cosa, anche la più scialba, e noi enfatizziamo ciò che vediamo fuori, al supermercato, in Metropolitana, sul rettilineo dell’autostrada, la rendiamo speciale per sbatterla sui social e suscitare un po’ di clamore.
ed ecco che anche una vita di merda diventa accettabile.
un rifiuto l’onta pubblica.
un amore del cazzo l’unione della nostra vita.

tornerò, ma ciò non toglie sia sempre più consapevole di ciò che ci tiene prigionieri. perché si muore comunque, nonostante tante like.

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3 pensieri su “inerzia

  1. Anni fa chiusi FB e tempo pochi giorni mi sembrò di aver sprecato anni di vita. Incominciai a percepire la mia esistenza senza il cellulare in mano a verificare le notifiche, il risveglio passato sulla prima pagina del Corriere/Repubblica e non sulla homepage e il non dover condividere ogni singola parola percepissi mentre non stavo collegato. Diciamo tutti “non lo uso, non mi piace” ma quando ci siamo dentro in realtà partecipiamo. Da FB ho imparato che un social non deve più imprigionarmi. Oggi sono su twitter ma ho deciso di non installare la app sullo smartphone, se sono a casa ci sto, partecipo, ma se sono fuori, preferisco star fuori. Le pause dai social fanno bene, ogni tanto serve anche prendere del tempo per noi stessi e lasciare un vuoto (più o meno grande) ai nostri contatti.
    Manca molto una persona come te in TL, ma ovviamente si rispetta la scelta.

    Mi piace

    • io sono molto social, una di quelle persone che a una festa se ne sta nell’angolo tre minuti, il tempo di capire come butta, e poi al centro della pista fino a notte fonda. sono socievole ma purtroppo da sempre dipendente dal pubblico: in teatro per anni, poi come management musicale, ora con la scrittura. ma dopo un po’ diventa nevrosi. la mia attività onirica rallenta, quella meditativa non ne parliamo, da leggere tre romanzi al mese mi riduco a meno di uno. iniziano le palpitazioni, l’odio verso il mondo, verso l’omologazione e l’ignoranza. 😀 tanto tra poche settimane torno. festeggerò il mio compleanno off line, poi il mio editore mi chiamerà all’ordine. ho un libro in promozione e i nuovi romanzi da mandare in giro… vienimi a trovare, mi fa piacere, questa è una finestrella piccola piccola sul mondo. buon fine settimana.

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