teatro

qualche settimana fa, su FB,un amico attore s’interrogava sul perché teatri sono affollati quando parla Scanzi e non quando si rappresenta Molière, che sicuramente dice cose più interessanti su società e politica. perché  il pubblico con binocolo darebbe qualsiasi cosa per vedere sboccare sangue un VIP, o interagire con lui, piuttosto che ascoltare il monologo di Amleto recitato da Tommaso Ragno, che sicuramente ignora chi sia.

ed io erano quindici anni che non mettevo piede in teatro. come con un amante particolarmente passionale che si preferisce evitare per non cadere in tentazione, per non finire con lo sfiorargli la mano senza volerlo, mi sono sempre tenuta alla larga dalle poltrone e dalle tavole del palcoscenico, accampando scuse e inventando storie con gli ex colleghi. era un’attività nelle mie corde che ho lasciato per molte ragioni e nessuna, pur con un contratto allo Stabile di Modena.

ma stavolta non ho potuto declinare l’invito. mia madre aveva ritirato il biglietto e saremmo andate al Kismet in ottima compagnia. così mi sono fatta coraggio con del THC per non morire d’imbarazzo a rientrare in un teatro dove ho recitato con successo, sebbene neppure il direttore artistico fosse più quello, e nemmeno i panni delle quinte. invece qualcuno mi riconosciuta quando ho domandato dei camerini, qualcuno che poi ha trasgredito alle regole: perché sei tu, Elena, e mi ha fatto passare.

Arturo Cirillo, da ascoltare in questi giorni anche su Radio 3 per “Ad alta voce”, si è ingentilito nei tratti e ha fatto un ottimo lavoro di regia e riscrittura di “Chi ha paura di Virginia Woolf”, da non perdere per chi ama i temi forti, per chi non ha paura d’interrogarsi su maternità e rapporti coniugali, su gravidanza isterica o sul ruolo sociale mai paritario di uomini e donne. e dopo questa esperienza teatrale che mi ha lasciato sulla pelle grosse emozioni, credo di avere una risposta per ill mio amico:  la gente non va a teatro per lo stesso motivo per cui non legge, perché ha bisogno che qualcuno la vita gliela spieghi, aiutandosi magari con delle figure.

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