Minchia, che mi tocca difendere Augias

manginobrioches

fortuna-loffredofortuna dueAdoro il popolo della Rete, qualunque cosa sia, e di solito mi piace molto l’ondata che si solleva quando questo o quello dei protagonisti dello show pubblico dicono qualcosa: segnala che bisogna stare attenti, che c’è sempre il rischio che una risata ti seppellisca, se sei così scemo da dire cose come “tra due anni sconfiggeremo il cancro”, “nuoterò nel Tevere”, “abbiamo traforato il San Gottardo, che bravi” o “ciaone”. Che il campo è di tutti, ma è minato, e devi stare almeno attento, quando ci scendi. E’ la parte bella della Rete, quel soggetto collettivo e senziente che a volte sembra proprio l’opposto del soggetto individuale e dormiente che più o meno è sempre stato bersaglio (target, si dice nei lunapark dell’informazione) dei media tradizionali, e protagonista indiscusso dell’Auditel (quello strumento che, per quanto mi riguarda, ogni giorno mi fa riconsiderare, anche più…

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