parole parole parole

bella la pubblicità del dizionario Treccani, sicuramente inutile.
in Italia non serve combattere l’ignoranza con la gentilezza, ma la presunzione e con la forza.
c’è chi ha pubblicato un solo racconto, pagando, e rilascia interviste su come fare il mestiere di scrittore.
io prima di dirmi “attrice” sono entrata alla Silvio d’Amico, e mi metto a ridere se qualcuno mi definisce “scrittrice”, perché nonostante qualche buona recensione e pubblicazione mi sento l’ultima ruota del carro, sicuramente indegna di questo nome.
ho rispetto per la letteratura. ho molto da imparare.

non voglio ricordare l’ultima lite con la signora che difendeva la poetica di Cannova, il launeddaro poeta che avrà più facilità di me nel trovare un agente letterario, e vendere.
ma il giovane narratore sa per certo, a meno di pubblicare per una casa editrice a pagamento o a proprio nome, che il mondo dell’editoria è difficile da conoscere. io ci ho impiegato sette anni a stanare, tra centinaia di millantatori, un consulente editoriale vero.

e come mi succede dopo ogni pubblicazione, nella posta mi arriva l’email accorata della Submissive sedicenne che mi scambia per una Domina e chiede di farsi frustare, come dello scrittore che domanda la valutazione gratuita di testi.
togliendo gli amici, che sono amici, gratis non esiste. e si ringrazia anche se vi si risponde di no, che non si danno consulenze gratuite.

e lo dico con affetto e sentendomi anzianissima: la maleducazione di alcuni è veramente strabiliante. ma poiché sono una vecchia zia generosa, voglio darvi qualche regola “social” per evitare figuracce con scrittori importanti e burberi, anche se,  qualche vaffanculo che vi faccia arrossire fino alle orecchie non vi farebbe male, cafoncelli in cerca di successo facile che non siete altro.

1) se volete domandare consulenze gratis, gratificate lo scrittore leggendo almeno uno dei suoi romanzi. anche per capire se sa scrivere.

2) prima, interloquite con lui, e mettetegli qualche like ipocrita sulla bacheca.

3) informatevi se il tizio fa anche consulenze editoriali. e domandategli quanto vuole, magari, se si tratta di un racconto, ve lo legge gratis.

4) correggete il materiale. mettete gli accenti sui “sì” affermativi. impaginatelo per bene.

5) non presentate materiale troppo corposo, a meno che non abbiate già effettuato il bonifico.

6) se inviate il link al vostro blog, badate almeno che lo sfondo non sia rosso, e il testo, comic sans corpo 7.

(ah, scrivo minuscolo per vezzo, i refusi scappano a chiunque e dei buoni consigli si fa tesoro)

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2 pensieri su “parole parole parole

  1. Un suggerimento non trascurabile è: se mandate in giro i vostri testi, curate che siano scritti in Times new roman, e corpo 12, grazie.
    Per il resto, ci manca pure, del tutto d’accordo

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