Lara e il darla bene

non che in zona sua certe abilità femminili siano importanti.
«Qui in via dei gerani se rimani incinta vai dal prete», Lara ride e fa un gesto a dimostrazione che per loro è tutto più semplice che mettersi a fare certi calcoli, come noi signore borghesi in cerca del marito che ci garantisca una buona carriera.
«E se non ci vai, dal prete, o se non ci vuole andare lui, arivano i fratelli e menano a tutti e due», ride di nuovo e ribadisce la semplicità della faccenda.
i fratelli, spiega, sono fratelli proprio della ragazza che “c’è rimasta” o esterni, chiamati in aiuto dai genitori.
esprimo la mia perplessità e lei si spiega, acchiappando con le mani pieni di anelli le parole che si muovono evidentemente attorno al tavolino del bar dove siamo sedute, cercandole nel mio sguardo.
«Insomma, sì», conclude «sò dei “fratelli generici” che vengono pagati  per mettere a posto certe situazioni».

ho voluto vedere dove abita, le ho anche detto che anni fa cercavo una casa proprio lì.
«Ma dai… », mi fa incredula, e mi fissa con gli occhioni grandi.
li sbatte un paio di volte: «Ma che, quando stavi cò quello che te menava?», e lo dice a un volume abbastanza alto da coinvolgere anche la barista che infatti esce sul marciapiede e inizia a sproloquiare su tutti quelli che lì in zona, menano.
li riconosce dalla faccia se sono colpevoli.
sa se meneranno quando li vede uscire dal bar, la sera.
ha i numeri di telefono di tutte le mogli, per avvisarle.
«E i fratelli? le donne non posso chiedere aiuto ai fratelli?», chiedo io.
«E i fratelli pure menano la sera», e fa spallucce, «menano le mogli loro».

quindi, questa storia del “darla bene” non convince lei quanto non convince me.
le confesso con un filo di voce, perché la barista non senta, che avrei potuto ricattare un po’ di maestranze se soltanto avessi conservato la metà delle email che negli anni mi hanno inviato guardoni e sodomiti democristiani in cerca di sollazzo gratuito.
Lara rimane con la bocca aperta, il piercing trema sul labbro inferiore come un tuffatore poco coraggioso sul trampolino.
«Ma perché?», mi fa, «perché le hai cancellate?».
«Perché un uomo non si prende, non si tiene, non si ricatta».
Lara sarebbe anche d’accordo non fosse convinta che i maschi vanno puniti.
«Quelli delle altre, almeno», e si accarezza un grosso livido sul braccio.

andiamo a casa sua.
vuole cucinarmi dù spaghetti.

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3 pensieri su “Lara e il darla bene

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