mi manchi

“a cosa serve l’amore se ti spezza il cuore, se fa solo male, se ti fa impazzire”.
(https://www.youtube.com/watch?v=WhB4PjxmUNI)
a questo serve, soltanto a questo: a farci impazzire, a faci solo male, a spezzarci il cuore.
parlo dell’innamoramento che poi passa. quello delle farfalle nello stomaco, insomma l’ossessione infantile che ci fa “relodare” duemila volte il suo profilo FB, per dire, e tracciare con i like ogni suo spostamento virtuale.
anche se è uno che dietro al bancone della panetteria non avremmo mai guardato.
anche se, diciamocelo, non vale una delle nostre lacrime.
anche se, probabilmente, se ci volesse lo lasceremmo dopo un giorno.

mi è stato assegnato il premio “Miss Zerbino” molte volte e ne vado fiera.
capita a chi ha l’imbarazzo della scelta e che, grazie al cielo raramente, incontra l’unico stronzo che non finisce sotto il suo tacco nemmeno per il tempo (brevissimo) del corteggiamento.
insomma quello che “prende, se ne va, e non ci chiama più”.
l’innamoramento arriva per noia ed è sempre uguale.
è una condizione della mente.
è lo stesso anche il soggetto, il coprotagonista cambia nell’aspetto ma non nella sostanza: non è innamorato di noi, e basta.
nel mio caso lo cerebrale, distante fisicamente.

ma è un’idea e basta. un momento di distrazione dalle incombenze quotidiane. un gioco, una scommessa. più raramente una scossa vitale, forse un’elettroshock autoinflitto, che ci serve a ricordare quanto l’amore vero sia distante da noi.
succede in primavera, il che indica la possibilità che sia un puro istinto animale ben celato dietro un aspetto più lirico.
e nutriamo questo sogno, aggiungendo scene su scene che il coprotagonista non ha mai girato, lui che non sa nemmeno di essere nel film che rivediamo ogni notte, che pensa alla marmitta dell’automobile da riparare mentre noi siamo con lui in un caffè parigino, mano nella mano, a parlare di tutta l’arte che prima c’era e adesso non più.

l’enfasi li spaventa.
è la loro proverbiale cautela a far sì che se la diano a gambe.
e quando il film è finito, ci accorgiamo di essere in un cinema vuoto.
e che, per fortuna, quel “ti amo” disperato non l’ha sentito nessuno.

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