I Ching

perché il senso l’hai dimenticato, e anche il nome dell’esagramma immagino, e per come sei fatta ricordi invece tutto il resto, che pioveva, era estate, indossavi l’abito turchese di tua nonna e stavi con uno di cui ricordi le mani ma non chi fosse.
forse la domanda fatta al Saggio era la stessa di oggi e la risposta non ti ha entusiasmato. si trattava della “perseveranza del grande” o della “forza domatrice piccola”, risposte ambigue, o ingannevoli come “la ragazza che va sposa” che ti era sembrato tanto di buon auspicio.

però c’erano un paio di linee mutevoli interessanti, perché sta lì tutto il fascino della narrazione, che se poi alla possibilità di cambiamento ci credi, magari arriva sul serio.
ma di quelle linee mutevoli e di quell’esagramma te ne sei dimenticata nemmeno un’ora dopo, ricordi forse le immagini, la solita volpe che si bagna la coda nel fiume, o il lago sotto e il sereno, che però indica una stasi mortale. perché tu ami sorprenderti, e più ti sorprendi più canti, pazienza ciò che il Saggio ti ha suggerito.

e poi il cambiamento, la sua possibilità, non va cercato. magari il senso della deviazione sì, ma succede che lo capisci sempre alla fine, quando lo guardi da lontano e non serve più.
inutile essere dotata d’intelligenza e affine a certi calcoli per ingannare la fortuna.
e non basta armarsi di scudo per evitare i dardi di Cupido, o ripetere a te stessa che il cuore è soltanto un muscolo.

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