l’inutilità dei giornali femminili

leggo inutili questionari del tipo: e se agli uomini piacessero soltanto le mani di una donna?
non c’è niente di più stupido che le classifiche di gradimento in amore. l’innamoramento è un ragazzetto che agisce per ripicca, e senza un disegno preciso.

comunque quando leggo certe affermazioni imbecilli, e per di più pagate a qualcuno che si è anche preso la briga di scriverle mi domando come abbia fatto, negli anni, a darvi tanti danari.

iniziai a tredici anni con una di quelle rivistine da menarca nelle quali ogni anno ci si spiegavano le stesse cose, se per esempio gli assorbenti interni fossero pericolosi e se usandoli si perdesse la verginità. intanto la mia amica la verginità la perdeva sul serio nel magazzino delle scope per mano di tale Marco, mentre io, portata lì “per sicurezza” venivo convinta dall’amico a fargli certi lavori complementari.

quando abitavo in via degli Ibernesi, a Monti, e avevo paparini che andavano a farmi anche la spesa, aggiungevo in lista Elle e Marie Claire, sui quali leggevo i soliti articoli circa guazzetti di zucca o maternità, che non servirono però a mettermi in guardia e a contare meglio i mesi, e gli anni, e a fare due calcoli accurati per capire che andando avanti col mio passo da farfalla distratta avrei perso un treno importante, anzi, a causa loro ho perfino sperato si potessero fare figli a tutte le età e senza essere in possesso di un corposo conto in banca.

i giornali femminili potrebbero essere stampati in una lingua aliena che nessuno se ne accorgerebbe. scrivono di libri, e non letteratura, relegandoli sull’ultima colonna a sinistra, o destra fa lo stesso purché sia in fondo, copiaincollando comunicati stampa, per il teatro credo non ci sia più neppure uno spazietto prima del sommario. a Lady Gaga dedicano almeno un paio di pagine senza dire nulla che già non si sappia abbondantemente. credo si potrebbe risparmiare in inutile personale riciclando vecchi articoli, quelli che non servono a nessuno tipo “le dieci cose che un uomo odia di una donna”, oppure “come festeggiare la festa del papà”.

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11 pensieri su “l’inutilità dei giornali femminili

  1. Io leggo avidamente Grand Hotel e persino Chi, ogni volta che mi capita e specialmente da mia suocera, che li riceve gratis da una amica la settimana dopo l’uscita, ma tanto non cambia molto. Li trovo oltremodo istruttivi sull’andazzo del mondo, e se poi ti capita di restare chiuso in ascensore ed hai finito gli argomenti, puoi sempre tirar fuori Belen! Nelle ultime puntate c’era una replica di un fotoromanzo con una giovanissima Milly Carlucci e Massimo Ciavarro senza barba: uno spettacolo! La tua amica comunque aveva fatto bene a portarti per sicurezza, non si sa mai! Libri e teatro non servono alla donna moderna, e nemmeno all’uomo: tre pagine di ricette invece sono utilissime!

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  2. E per non farci mancare nulla questa spazzatura l’hanno anche fatta al maschile coi men’s healt e derivati o tutte le serie che van dalle auto alle moto passando per cose assurde, così tanto per atrofizzare i cervelli o quel che ne rimane

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