il fiume Amore

oggi ragiono un po’ tra me e Romain Gary, che nel suo strano romanzo “Il mio caro pitone” (Neri Pozza), sicuramente da leggere e in francese, per via dei giochi di parole che in italiano non rendono convincentemente, sebbene abbia una traduzione professionale (ma la lingua madre è la lingua madre si sa), racconta tra l’altro del fiume Amore, un fiume russo di cui non ho verificato l’esistenza preferendo credere in Gary, che è uomo maschio e scrittore suicida, e che dirà certamente il vero seppure inventandolo di sana pianta.
il fiume Amore, quindi, il cui cammino ognuno di noi dovrebbe deviare perché possa nutrire la vita di tutti, anche dei più soli, però non si trova più. forse, la presa di corrente cui ci siamo attaccati per ricevere “amore”, come previsto sempre da quel genio gollista del mio scrittore preferito, ci ha fatto dimenticare che c’è gente che al contrario di noi non ha corrente elettrica e chi vive accampata ai confini con l’Europa e di cui l’Europa non sa bene che fare.

è veramente incredibile, amici miei, la tristezza che mi prende il cuore quando qui sui #social, al posto delle notizie sui rifugiati di guerra, perché non si chiamano nemmeno migranti i disgraziati che fuggono lasciandosi dietro macerie, leggo hashtag come #gioire, come #amare. anni fa non era così. giravano soltanto articoli importanti, si litigava e si discuteva e si bannava anche ma per ragioni serie.

mi domando se sia per via dell’analfabetismo di ritorno (o anche funzionale), quello di cui leggevo ieri e che dice chiaramente che il nuovo analfabeta sa leggere e purtroppo anche scrivere ma 1) non comprende il senso del testo, 2) non costruisce analisi articolate, e 3) paragona il mondo alle sue esperienze dirette. e quindi sarà per questo terzo punto, perché non riusciamo a vedere oltre il nostro naso, o l’ombelico pieciato su pancia piatta, perché stiamo tutti al calduccio che in tanti non riusciamo proprio a non vedere la guerra, a sentirne l’odore acre, a connetterci a loro, a vederci nei loro panni, noi occidentali rammolliti alle prese con la fame.
è perché ci accontentiamo del consueto “buongiorno mondo”?, che non riusciamo a interessarci ad altro che a noi stessi nonostante la guerra sia ovunque?
o perché il fiume Amore si è prosciugato?
o non è mai esistito?

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3 pensieri su “il fiume Amore

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