l’incapacità di vedere

ieri su FB abbiamo assistito alla rivolta, giacché su twitter si dorme e l’hashtag nemmeno era in tendenza, e l’orribile spot #trivellatuasorella (pur applaudito da alcune), dell’Agenzia pugliese “beShaped” e concepito purtroppo proprio da una donna, è stato disconosciuto anche dal comitato del “sì” per il Referendum contro le trivellazioni: “La prima differenza e il primo cambiamento di rapporto riguardano i due generi. Per questo ci dissociamo e condanniamo fermamente la campagna referendaria dell’agenzia
beShaped diffusa con lo spot “Trivella tua sorella”, attraverso una grafica che allude esplicitamente allo stupro (confermata dalla lettera di non scuse diffusa dopo le proteste). Una comunicazione che non sa veicolare un messaggio in positivo, che ha bisogno
di richiamarsi alla violenza subita dal mare e che non riesce ad uscire dal meccanismo perverso della strumentalizzazione (e umiliazione) del
corpo della donna è un fatto gravissimo. Coordinamento Nazionale No Triv”

ciò che trovo stupefacente però, è che di questi episodi sessisti: “la trivella”, Bertolaso che intima alla Meloni di restare a casa a fare la mamma, e la deputata Bedori che ritira la propria candidatura perché giudicata “fuori forma” dal pubblico, di questi episodi a nessuno importa veramente, non tutti trovano rimarchevoli certi atteggiamenti e battute, e ce lo dice il sondaggio di SkyTg24, o i tanti commenti dei lettori.
gli ipocriti son quelli, e soprattutto “quelle”, che chiamano “cagne” tutte le altre, pur di porgere una buona battuta e guadagnare visibilità. una visibilità che dura il tempo che la dopamina si rilasci nell’organismo, non un attimo di più, e che certo non porterà nessuno a rimanere nella storia, giacché nella storia si entra con i fatti e non grazie a battute da 200 like.

l’8 marzo mi è sembrato di tornare a quando ero ragazza e andavo “al corteo”, circondata da maschetti in vena di fare scherzi e di sfottere.
qui, su questi maledetti social che assediano la nostra esistenza facendoci perdere un mucchio di tempo, ho combattuto contro maschi che digitavano stupidaggini trovando ormai, loro, del tutto inutile la commemorazione, l’unica, che riguarda soltanto noi donne, come se non ci fosse più bisogno di celebrare il sacrificio di quelle operaie, o i 70 anni dal voto, o non ci fosse più l’urgenza di tenere la guardia alzata.

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