pur femmina, la vita un po’ ci prende in giro

in questo giorno penso sempre alle donne della mia vita.
nonna Rosetta, per esempio, vestita sui toni dell’azzurro, sempre in tailleur elegante, e che portò a Bari, da Imperia, la moda dei pantaloni; orgogliosa di essere stata presa in giro perché la prima a condurre i bambini a passeggio ai giardini pubblici senza tata al seguito, come si usava allora nelle famiglie borghesi.
abitava la villa con i leoni di Viale Orazio Flacco.

si era sposata giovanissima come tutte. fresca di Collegio aveva conosciuto soltanto il nonno.
quando andavo a trovarla dopo una lunga assenza, mi mostrava la foto di Rachele, la sua prima bimba nata a pochi mesi dalla nascita, e il portacipria, il primo regalo che ricevette dal nonno, non tralasciando di raccontarmi ogni volta del corteggiamento, e che lui, bellissimo, era rimasto eroicamente per molte notti davanti a casa sua, anche sotto la pioggia, a distanza di sicurezza, fino a che suo padre non aveva ammesso di riceverlo in casa.
a Bari, “nell’altra Italia”, crebbe 4 figli da sola.
il nonno andava e veniva dall’Africa a suo piacimento.

quando lui morì, ancora troppo giovane (e che il Signore, se c’è, l’abbia in Gloria), nonna fece ciò cui era stata evidentemente destinata, l’imprenditrice. aprì un elegante e romantico negozio di fiori e articoli da regalo provenienti dall’estremo oriente, che lei confezionava con le sue mani lunghe, afflitte ovviamente da allergia ai pollini, come nessuno a Bari sapeva ancora fare. sembrano secoli ma in fondo è soltanto l’altro ieri.
aveva più di cinquant’anni quando prese la patente.

amava i dolci, le meringhe con la panna, che si concedeva soltanto alla domenica. amava i giornali di gossip che però leggeva di nascosto da mio padre, che trovava invece certe facezie assai discutibili.
sognava di vincere al lotto e giocava.
non credo abbia mai pensato di trovare un nuovo compagno, un amico, qualcuno con cui andare al cinema, un sostegno.
nonostante la sua serietà e la forza titanica, nonostante camminasse sulle proprie gambe da quando era ragazza, la vita l’ha presa in giro strappandole il figlio alla stessa età di suo marito, lo stesso giorno, dello stesso mese, nella stessa maniera.

pur femmina, la vita sembra prenderci in giro, e ostacolarci, quando decidiamo di fare da sole e di camminare sulle nostre gambe, forse si fa ingrata quando le togliamo il compito di decidere per noi, un po’ stronza quando preferiamo non domandare aiuto.

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2 pensieri su “pur femmina, la vita un po’ ci prende in giro

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