è il fantastico che abita in voi che mi sconcerta

credo che il 99% del popolo di twitter si senta un po’ poeta un po’ autore televisivo, in generale un po’ artista meritevole di attenzione: fotografo, attore, scrittore.
ed è bello, per carità, la creatività dell’uomo della strada va incoraggiata, fa bene all’impiegato sapere che le proprie qualità vanno oltre la capacità d’inserire dati in una macchina o di rispondere al telefono. è frustrante per chi campa a stipendio fisso vivere altrimenti questa esistenza già piagata dal lavoro.

poi penso ai grandi attori che per seguire la propria fantasia hanno rinunciato a una vita sicura, all’accoglienza di una casa sempre calda, all’idea della pensione e di un loculo centrale al cimitero.
penso ai veri creativi che oggi, a causa di questa confusione tra capacità di prendere per il culo il mondo e interpretarlo, fanno la fame perché i teatri sono vuoti; penso a chi, per studiare e assecondare il mostro che li divora dall’interno se non gli danno voce, si è spinto a preferire un’esistenza senza stipendio fisso, tra l’estasi dell’applauso e del successo e la disperazione dell’indigenza, e che deve lottare per ottenere un po’ di visibilità, tra la sintassi sconclusionata e l’originalità a tutti i costi di chi si arrampica su per la vetta della celebrità di un minuto.
quelli che un tempo erano i suoi spettatori e oggi fanno gli artisti. giusto per il tempo di qualche retweet.

oggi dedico un pensiero a un grande interprete come Tino Schirinzi, e che il 99% degli account social non conosce se non gugolando, uno degli attori preferiti di Giorgio Strehler, morto suicida a Barberino del Mugello nel 1993 assieme alla sua compagna Daisy, perché malato di cancro e destinato ad atroci sofferenze.
morto da eroe, senza dire niente nessuno.http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/08/20/tino-daisy-morti-amore.html, al contrario di chi millanta una vita fantastica a stipendio fisso.

è nella semplicità il genio.
è nella pausa la musica.
l’interpretazione più autentica nel piccolo gesto.
l’arte, che vi piaccia o no, è sempre nello studio.

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5 pensieri su “è il fantastico che abita in voi che mi sconcerta

  1. Non a caso l’etimologia di “studiare” è connessa intimamente al concetto di passione, che include e implica a propria volta tanto l’amore quanto il dolore.
    Cogli sempre il punto, Elena. Un abbraccio!

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    • in realtà pochi giorni fa si è suicidata un’attrice piuttosto giovane: indigenza e ipersensibilità. allora… niente, mi è tornato in mente il grande Schirinzi e la nostra bella arte ridotta a talent show. grazie Francesca.

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