se è libertà è libertà

ieri, la massa social, appresa la notizia di Nichi Vendola, del suo compagno e del figlio, venuto al mondo attraverso la maternità surrogata, hanno iniziato a pontificare, sfottere, spiegare e maledire, come nell’uso di tanti cattolici, almeno sui social.

io credo nella felicità. soltanto nella felicità.
da venticinque anni, libera da condizionamenti mentali di responsabili di gruppo assetati di potere, dal dovere di portare proseliti alla setta, o donazioni, o esperienze da raccontare, aliena da qualsiasi comunità, legata a una Scuola di pensiero che non ama la folla e la pubblicità, recito Mantra e Sutra per un totale di novanta minuti al giorno.

è stato grazie alla fede se ho superato l’oneroso fallimento della mia impresa e i tradimenti di ex marito, ex direttori di banca, ex amanti.
devo all’ottimismo un po’ tonto dei buddhisti la forza di non suicidarmi per le cattiverie che gli amici hanno detto di me, nel momento in cui non avevo più niente da offrire loro, mentre affogavo nei debiti; se mi sono salvata pochi anni fa, e sono approdata alla scrittura creando un po’ di attenzione attorno a me, lo devo alla meditazione, alla ginnastica spirituale che mi ha rafforzata.

dalla pratica ho appreso la capacità di battere la lingua al palato dieci volte prima di dire una stronzata, di digitare un giudizio affrettato, o di condannare qualcuno.
è la felicità che io cerco. quella che tutti abbiamo il dovere di trovare e di dare a chi ci sta accanto.
per me non esistono “il bene e il male” in assoluto.
“se le scimmie distruggono il tuo raccolto, tu devi sterminare le scimmie”, diceva Gandhi.
tutto è riconducibile al “contingente”, all’azione in sé, a chi l’ha compiuta e perché, dove, quando e contro chi.
non seguo leggi scritte su una tavola. nessun tabù. sono libera di compiere azioni e accettarne gli effetti. non vado incolpando gli altri di ciò che mi accade, tantomeno dio, in cui non credo. sono l’unica responsabile della mia esistenza. una ginnasta dell’accettazione.

siamo dove siamo, è un dato di fatto.
l’umanità intera è dove è: allo scioglimento dei ghiacci, schiavi del capitalismo, boccheggianti per i debiti, invasi dai profughi, circondati dalla guerra, bombardati da radiazioni, nutriti da cibi cancerogeni, utilizzati per l’arricchimento di un pugno di persone. siamo dipendenti dai social.
siamo i leoni delle battaglie a parole.
siamo poveri, tutti quanti.
non è giusto che una donna si venda? tante cose non sono giuste. ma nessuno fa veramente nulla per cambiarle. tranne mettersi a pontificare su ciò che sarebbe giusto.

non si può riscrivere la storia. se siamo qui possiamo soltanto dedicarci a cercare la felicità e a non ostacolare quella degli altri.
Auguri Tobia.

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9 pensieri su “se è libertà è libertà

  1. Quelli che pontificano sono gli stessi felici di mandar aerei a bombardare città ove son presenti altri bambini i cui genitori “naturali”, se sopravvivono, magari tentano di salvarli portandoli qui dove c’è tanto amore a parole per i bambini ma dove poi scoprono che verranno schifati da tutti…

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  2. Non so. Non riesco ad accettare il comprare e vendere bambini come un diritto inalienabile. E per quanto siamo un paese cattolico, non lo ritengo nemmeno una fissazione cattolica. Io penso che la ricerca della felicità non dovrebbe passare per queste strade. Sarò in ritardo, meno male.

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    • per te la ricerca della felicità non passa da certe cose, per altri sì. ma io non sono nessuno per dire cosa è giusto o non è giusto fare. so che è complicato capire il pensiero buddhista che non concepisce “il bene e il male”in assoluto, ed è complicato anche sradicare la pessima abitudine a giudicare gli altri sempre dal proprio punto di vista. io ci ho messo 25 anni. e non ho scritto da nessuna parte che hanno ragione in assoluto, ma che bisogna riportare sempre tutto alla singola azione. ma è complicato, lo so. viviamo in occidente dove impera il manicheismo.

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      • Bè si, in effetti è complicato relativizzare bene e male. Ho il dubbio che i paesi dove questa pratica è permessa non lo facciano per motivi molto nobili. Concordo che alla fine i due non abbiano fatto male a nessuno: loro sono felici, lei ha incassato un pò di soldini affittando un pezzetto di corpo guadagnando credo molto di più che se l’avesse fatto per altri scopi, il bambino che non sarebbe mai nato è nato e sarà amatissimo. Eppure non riesco a vederlo come un progresso.

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      • lo so, ma allora non è un progresso neppure l’impianto di organi, giacché molti organi sono donati volontariamente (pochissime unità) altri espiantati illegalmente a bambini poveri. la scienza c’è e va avanti, allora bisogna semplicemente renderla legale, controllare che tutto sia fatto secondo certe regole che non ledano nessuno. ieri ho visto la trasmissione di Iacona sugli OGM, noi mangiamo già OGM, e per uno strano meccanismo ovviamente di accordi commerciali, non possiamo produrli noi. La trovo un’assurdità giacché li acquistiamo dagli USA e sono già nella nostra catena alimentare. la stessa cosa per questa faccenda, o per la coltivazione della cannabis, seppure di peso diverso. la questione etica non può valere per una cosa e non per un’altra. è ovvio che con la questione degli organi ci sarebbero state milioni di vittime, di persone non consenzienti o di bisognosi cui è stato estorto un sì, allora bisognava proibire anche questa pratica. se parliamo di etica o di bio etica. la faccenda è scoppiata perché Vendola è gay. e poi, adottare è praticamente impossibile già per una coppia etero, io lo so perché ci ho provato, figurati per una coppia gay. O è libertà per tutti o per nessuno. è una questione spinosa, ma l’unico modo che ho per uscirne è quello di affidarmi , fiduciosa, alla capacità degli altri di non fare del male.

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      • Io non riesco ad affidarmi solo alla fiducia… stiamo parlando di comprare e vendere bambini, lasciamo che sia la scienza a decidere fino a che punto una cosa sia lecita? La scienza è in grado (anche) di fare tante di quelle cavolate… su tante liberalizzazioni sono d’accordo: sulla cannabis senz’altro, sugli Ogm ho visto anch’io il programma di Iacona e ammetto che mi ha aperto delle prospettive che non consideravo, e che dovrò approfondire (posizione ideologica, se vuoi sono in compagnia di Vendola su questo…). C’è stato accanimento su Vendola perchè gay? Può darsi, del resto mi sembra che quella gay stia diventando una lobby molto pesante, forse al di la del peso specifico; io deploro comunque l’atto in se, la compravendita, la mercificazione; e che la pratichi uno che si dice contro il mercato e lo sfruttamento mi pare ancora più odiosa.Sull’adozione ho esperienze molto vicine; la gente quando parla di adozioni sembra che immagini orfanotrofi pieni di bambini da adottare, ma non sanno che in Italia non è affatto così; che i bambini piccoli adottabili sono pochi, e quei pochi vengono assegnati subito; che i requisiti sono molto stringenti (di età, di reddito, di disponibilità, di ambiente… giustamente, dico io, visto che è l’interesse del bambino che è preminente); che quelli che sarebbero disponibili li vogliono in pochi perché spesso hanno problemi; che tanti devono rivolgersi all’estero, con trafile lunghe, snervanti e costose (mai come quello che sembra abbia pagato l’affabulatore pugliese, in ogni caso). Sugli organi parliamo di espianto da persone clinicamente morte, per il quale hanno dato l’assenso loro o i loro parenti ed è comunque una donazione; quelli espiantati illegalmente meritano l’ergastolo o peggio. Insomma, per me c’è libertà e libertà…

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      • non è vero. in Italia sono tantissimi i bambini adottabili, soprattutto figli di extracomunitari, ma su ogni bimbo gli Istituti guadagnano un fracco di quattrini. provai con l’adozione molti anni fa. io dico soltanto che se non regolamenti rischi veramente lo sfruttamento della madri, lo so perché, ripeto, è una pratica illegale che in Italia si pratica da anni. se invece la cosa verrà regolamentata allora ci sarà maggiore tutela per le madri e i figli. tutte le altre battaglie saranno inutili. troverai ovunque una madre disposta a prestarsi e un compratore disposta a pagare e un medico compiacente, che però, magari, non la tutelerà a dovere. non c’è discorso etico né morale che regga. né io mi sogno di farne. sono buddhista, ognuno è responsabile delle proprie scelte. non sono nessuno per imporle a chicchessia.

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