usa e getta

lo scrisse Romain Gary nel 1975 che i giovani si erano stancati di star seduti sulle poltrone del teatro a guardare gli attori recitare ricevendo applausi anziché essere loro stessi protagonisti, loro a salire sul palco, tutti, talentuosi o meno.
volevano stare sulle barricate della cultura e ce l’hanno fatta.
il teatro, a corto d’idee, oggi sopravvive a colpi di sovvenzioni pubbliche e di amici volenterosi; la musica ha perso i guadagni milionari a causa della vendita on line, cui contribuii anch’io nel 1999, accompagnando a San Francisco l’allora Presidente della SIAE, Bideri, a firmare assieme alla W.M.C. S.p.A. la prima licenza per la vendita di musica on line.

e ora ecco gli youtuber, che considerano lo studio della materia la fastidiosa appendice di un sogno, che sono scelti dagli editor ventenni delle multinazionali editoriali non per ciò che hanno da dire, ma per il numero dei consensi e dai fan ottenuti con le loro battute (originali o meno poco importa), e che per la stessa ragione saranno buttati giù dal podio, quando non serviranno più, tra dodici o ventiquattro mesi, quando una nuova star attirerà l’attenzione dai giovani in attesa di novità, di qualcuno che rispecchi appieno le proprie caratteristiche, che cambiano alla velocità della applicazioni per Smartphone. perché tutti godranno del proprio istante di celebrità, cui seguiranno un’eternità di giornate vuote, tristi come la sala del veglione di carnevale dopo la festa.

romanzi liofilizzati e scrittori creati a tavolino per durare un paio d’anni appena, come i cantanti, vomitati annualmente dalla televisione spazzatura della De Filippi e dei Talent Show, imitazioni di un successo conclamato, imitazioni di melismi già sentiti.
e la letteratura erotica pubblicata dai clan, sottoforma di diari sgrammaticati di minorenni che, anziché studiare, cercano la strada per il successo facile http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/01/31/wattpad-i-romanzi-erotici-li-scrivono-e-li-leggono-i-minorenni-tra-strafalcioni-e-smania-di-sesso-dal-web-alle-librerie/2420800/

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3 pensieri su “usa e getta

  1. Tutto fottutamente smart. Una deriva simile alle Idol giapponesi, quelle star giovanissime, issate a oggetti di venerazione per il tempo di una stagione. Una giovinezza sgranocchiata come una nocciolina, succhiata come un’ostrica e immediatamente scartata una volta persa la freschezza del momento. Non c’è profondità, non c’è sapere, solo l’istinto di una fruizione omogeneizzata, tutto il resto è noia, lavorio mentale da evitare come la peste. C’è un’esaltazione tremenda della mediocrità, della furbizia, dell’istante che deve bloccare il divenire. Nessuno sviluppo, nessun approfondimento. Un orizzonte liscio e piatto, uniforme. Facile.

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  2. Il mio prossimo invece parlerà più sui massimi sistemi: l’Italia, gli italiani, del perchè non siamo una vera nazione… notte della Repubblica e la teoria degli archetipi di Jung… Tra Zavoli e Cronenberg

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