l’enfasi dell’imbecille 2

quelli che contano le macchie di sangue sul raccordo anulare in prossimità dell’incidente.
quelli che dopo un concerto di due ore dello straordinario chitarrista vanno in visibilio per dieci minuti di “drum solo”, perché non conoscono le sfumature tranne quelle dei best seller, perché capiscono solo l’eccezionale, il funambolico, il magnifico virtuoso.
quelli che urlano di gioia agli acuti della cantante non sapendo quanto sostenere la voce sia più complicato che spingerla. quelli che non conoscono nemmeno il rigo musicale ma si ergono a giudici della gara canora.

quelli dei Talent Show, che misurano la bravura di un artista con il numero delle comparsate in tivù. quelli che guardano “c’è posta per te” commuovendosi e si riciclano poi a giudici crudeli delle diversità altrui (il lifting in fondo è una scelta come un’altra), che sparano battute crudeli verso chiunque al contrario di loro abbia fatto la storia del pop e lì resterà, a futura memoria. schiumano, sbavano per ottenere almeno dieci retweet, il consenso di 15 fan.

quelli che s’inteneriscono se scatta il siparietto dell’umanità. seppure professionista, seppure assai più capace di loro, seppure accolto nei più grandi teatri del mondo, gli imbecilli lo seppelliscono sui social tra decine di emoticon, soffocando la sua buona esecuzione tra #cuoricini e #orsacchiotti e un mare di #baci da lui non richiesti; seppure l’artista è più capace di loro a tenere un discorso compiuto sul palco dell’Ariston, loro si alzano in piedi presi dall’enfasi, senza considerare che quell’uomo, quel musicista, quel compositore, è più degno di ascolto e ammirazione per il proprio talento che di compassione per il suo stato.

includere significa annullare le diversità. non esaltarla. includere significa ammirare il talento, non intenerirsi per il coraggio. includere significa lottare per l’eliminazione delle barriere architettoniche, non esaltarsi nella standing ovation. che l’imbecille si ricordi che siamo il Paese con meno tutele per i malati di SLA.

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3 pensieri su “l’enfasi dell’imbecille 2

  1. Quella commozione d’accatto che è più tragica di chi la condizione se la vive sulla pelle, il pietismo, la “tolleranza” che scatta in automatico guardando la diversità e non la capacità che emerge a discapito della prima… l’italietta peggiore che non perde mai occasione di emergere nel suo chiasso indispensabile perchè oltre il rumore c’è il nulla. Come quelli che applaudono ai funerali perchè incapaci di sostenere il silenzio.

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