la notorietà passa solo per la TV

non conosco né @osmin né Coliandro. il primo ce l’ho tra i miei contatti, sinceramente ha dei begli occhi, ottomila follower e una valanga di tweet, e immagino sia un attore; il secondo temo sia un commissario di quelli che non leggo e non vedo nemmeno pagata, che per me è buio e inettitudine, la mia eh, se guardassi tanta televisione quanto voi.
comunque è un problema vostro di come vi affettate il cervello.
a me è bastato guardare tre secondi di “Lol” e i cani che ci recitano, per riflettere su come l’unica cosa che conta non è l’impronta che lasci, come scrive Bradbury, ma su quale rete compari e quando.

un amico comune, quindi, un giornalista sportivo che un tempo rituittava le mie uscite editoriali, e articoli e interviste, mentre ora nemmeno mi fa gli auguri di Natale, ieri sera digita: emozionato per @osmin
io non vedo RAI2. non so passare da Sky al digitale terrestre. quindi niente.
dimentico @osmin in meno di trenta secondi e cucino uova all’occhio di bue con spinaci al pomodoro.

oggi @osmin è un divo di twitter. e anche se queste manifestazioni durano un cazzo, e bisogna essere abili come mio cugino, semifinalista a Masterchef, per arraffare tutti i contatti, fare chiarezza e seguire quelli giusti, mi faccio un po’ pena.
io faccio pena, sì, che quando Marina di Berti, negli anni ’80 la più importante agente televisiva mi voleva con sé, io dissi di no, impuntandomi pure, perché volevo fare la prosa, io, perché volevo lavorare nell’avanguardia, io, perché la televisione mai e poi mai. io.

e guarda che sciocca.
per una parte, piccola o grande che sia, guarda cosa scrivono: “E domani suicidio di massa di pseudo Vip e aspiranti tweetStar su Twitter e sarà tutta colpa tua”.
3.000 tweet in poche ore.
altroché recensioni da Onofri, da La Porta, da Policastro.
altroché onori postumi.
cazzarola, la vita è adesso, e dura il tempo di una fiction in TV.

ah, NOTA BENE: non recito più da 20 anni e faccio i miei più sinceri complimenti @osmin, offrendomi come editor casomai gli venisse in mente di raccontare la propria esperienza televisiva in una trilogia.

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4 pensieri su “la notorietà passa solo per la TV

  1. Il primo non so chi sia mentre il secondo pur non guardandolo in tv fa parte dei miei download ed è stata una bella scoperta. Del resto avevo letto qualcosa anche di Lucarelli ed avevo guardato qualche film dei Manetti brothers e pur riconoscendo gli evidenti limiti di budget li trovo interessanti. Il personaggio di Coliandro è ben costruito, fa ridere ma anche riflettere mentre l’attore che lo interpreta a mio avviso è davvero bravo. Detto ciò…non ho nemmeno tweetter per cui tutto quel che vi succede è lontano anni luce dal mio mondo!

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  2. Siamo un raro caso di pecore che parteggiano per i lupi… e confesso che qualche episodio di Coliandro me lo sono guardato, perché ci sono i Manetti Bros.e perché Lucarelli non è male. Incoerente probabilmente.

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