il privato non è una prova

l’altro ieri ho avuto la brutta idea di guardare Porta a Porta.
avrò visto Bruno Vespa otto volte in tutta la mia vita, penso sia la rappresentazione del potere, quello brutto, marcio, sadiano, alla Durcet per intenderci, il finanziere proprietario del castello di Silling delle 120 giornate di Sodoma. il resto va da sé. perché fossi Bruno Vespa a quest’ora mi godrei i miei quattrini all’ombra delle palme su un’isola deserta, e invece lui è ancora qui, aggrappato ai sondaggi, il faccione monopolizzato da nei, caricatura di se stesso, che punta il dito sui nostri vizi privati e applaude le pubbliche virtù.

ma ciò che avviene in una camera da letto, a meno che non sia teatro di un omicidio, deve restare lì, al chiuso, nella semioscurità. e invece la magistratura concede ai giornali di gossip come “Il Fatto quotidiano” i video presi dal cellulare dell’imputato, Boettcher, che tra l’altro non crederò mai abbia nella vescica quella quantità di urina: provate e farla voi in una bottiglia da mezzo litro.
se quelle scenette da ragazzini, certo raccapriccianti per chi pensa alla sodomia come pratica del demonio, se il privato di due adulti consenzienti è usato come prova d’accusa o circostanziale per un delitto come quello dalla “coppia dell’acido”, che a mio avviso non ha necessità di altre prove per essere condannata, significa che d’ora in poi, qualunque nostra azione privata rischierà di diventare un precedente penale.
nessuno deve infilare il naso tra le abitudini sessuali di persone adulte e consenzienti, che si frustino l’un l’altro o che mangino merda, son cose che non devono essere rese pubbliche.

“sono cose che non dovevi vedere, mamma”, dice Boettcher alla signora che va da Vespa a mostrare quanto lei sia una persona perbene, lei e il suo completino grigio perla intonato ai capelli: “sono cose che fanno tutti”, si giustifica il figlio, mentre la madre, davanti a tutta Italia gli dà dello “zozzone”. e i video continuano, ogni giorno ne tirano fuori uno, e intanto gli italiani, al caldo delle proprie case con mutuo variabile, anziché leggere un buon romanzo, si masturbano.

non mi meraviglia in un paese che ammette il sesso con le minorenni, che non persegue come dovrebbe le decine di organizzazioni di viaggi di turismo sessuale, che quantomeno lo ritiene meno grave che bere la pipì del proprio compagno, o fare sesso a tre, perché certo la minorenne in mutandine di pizzo titilla la fantasia di chi gestisce il potere, mediatico e politico.
intanto informatevi sull’urino terapia, praticata perfino da Ghandi, e poi impegnatevi a perseguitare chi, come il Vice di Cameron, Doug Richard, ha l’abitudine di prendersi tredicenni come amanti http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/baby-escort-sempre-ricco-finanziere-inglese-doug-richard-ex-117416.htm.

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6 pensieri su “il privato non è una prova

  1. Siamo sempre e solo l’italietta borghese e democristiana che ha demonizzato Bertolucci con Ultimo tango a Parigi, tolta l’attenuante del delitto d’onore nel 1981 e ammirato spellandosi le mani d’applausi a un vecchio milionario lombardo con il gusto (da vero omo) per la carne fresca. L’aggravante è che questo potere becero e arrogante, adesso si erge sugli scranni del Giudizio per pontificare, sottolineando sempre di più che c’è chi può fare tutto quel che cazzo gli pare perchè si mentre se non sei sufficientemente ricco devi pagare e vergognarti per ogni cosa che fai. Orwell era stato ancora ottimista!
    P.s. non guardo Vespa, non ce la faccio. Quel che ho visionato di lui è stato attraverso Blob, che alla fine penso sia una specie di Bignami del personaggio.

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  2. L’aspetto paradossale dell’uomo è questo, evoluzione tecnologica ma non culturale. Comunichiamo attraverso uno smartphone concetti ancorati a pregiudizi secolari.
    Alla fine Vespa con una visione tendenziosa delle pratiche fetish promuove e consolida una forma socialmente accettata di fondamentalismo religioso.

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    • io trovo questo fatto gravissimo. cioè, mettiamo caso ci siano due imputati per un omicidio: facciamo che il tizio che si diletta a sculacciare a sangue la sua amante è più colpevole? io non ho parole nemmeno per la magistratura. perché renderle pubbliche? e devo dire che i commenti al blog mi hanno dato ragione. ma sai, io non conto un cazzo, per cui… 😉 grazie del commento.

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