coincidenze di pensiero: Gramellini, Gary

Massimo Gramellini, “Che Tempo che fa”, 23 gennaio 2016
“… Ecco, l’apprendista macho è anche il Presidente della Commissione europea, che prima polemizza duramente con Renzi e poi, per minimizzare la polemica, dice “Mah, in certi casi, tra di noi dobbiamo usare parole maschie e virili”. Come no? Come se in certi ambiti, lo sport e la politica su tutti restassero appannaggio dei maschi e di questi archetipi di tipo ridicolo dell’uomo forte, forte a parole naturalmente, che è diventato il bastone precario su cui ancora si regge il nostro presunto potere sulle donne […] Ecco molti dicono che il cambiamento della nostra società passa dal mettere molte donne in politica. Io non credo che basti. Se quelle donne sono la Merkel la Lagarde o Hillary Clinton, cioè donne che continuano a scimmiottare i maschi per stare nel loro ambito. Ecco questo modello di mascolinità fasulla ha decisamente rotto le scatole. Per cambiare marcia non basta mettere più donne. Bisogna mettere più femminile, senza vergognarsi di esprimerlo, perché il femminile non è debolezza, è forza creatrice ed esiste nelle donne e, innorridite machi, esiste anche in noi uomini”.

Romain Gary “La notte sarà calma” 1975 (Neri Pozza)
D’altro canto non sono nemmeno così banale da sostenere che “per avere un mondo nuovo basta mettere le donne al posto degli uomini”. È una cosa da idioti, se non altro per il fatto che la maggior parte delle donne d’azione, quelle che “fanno”, sono già state ridotte al rango di uomo in virtù delle esigenze stesse e delle condizioni della lotta. Il “machismo” in gonnella, non è che sia più interessante della versione originale. Quello che invece sostengo e che bisogna dare una chance alla femminilità, cosa che non ci si è mai azzardati a fare da quando l’uomo regna sulla terra. Se le scelte politiche sono oggi così complicate, è perché nella stragrande maggioranza dei casi, tutte le forze in campo si rifanno proprio a quello, alla forza, alla lotta alle vittorie, al pungo di ferro, a chi più ne ha più ne metta. Prova a dare un’occhiata all’Assemblea nazionale: non ci sono che uomini là dentro, bah… Con tutte le loro belle teste da macho sulle spalle. Prendi ad esempio Messmer o Mitterand, con i loro bei profili squadrati, come busti di antichi romani […] Perché a ben vedere, le idee prendono forma e corpo dalle mani; prendono la forma, la delicatezza o la brutalità dalle mani che danno loro corpo, ed è ormai venuto il tempo che le idee siano raccolte da mani di donna.

Postando questi due brani non intendo affermare nulla.
Certo fa specie che la parte più ficcante del brano del giornalista nostrano, quella in cui si sottolinea la differenza tra “donne al potere” e “femminilità al potere”, sia tanto tanto simile a quella del 1975 scritta dal francese.
Nonostante la chiusura di Romain Gary sia più poetica, certe assonanze son proprio bizzarre.
Incredibile effetto del nostro sentire comune, dell’inconscio collettivo che ci suggerisce le stesse identiche idee?, o della povertà di pensiero di chi oggi gestisce potere.

Per chi volesse, il brano in questione è in chiusura di puntata. http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-55148e0a-0cc4-4e35-b51e-7966a830960f.html

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