elementare Watson.

ogni giorno è una guerra, e qui non è come fuori. è peggio.
se fuori dal nonluogo dell’imbecillità avessi messo le canzoni di Bowie a tutto volume e per tutto il giorno, nessuno mi avrebbe bannato, come invece è successo a decine di nostalgici che si son fatti prendere dall’enfasi, ma non più di questo.
off line, magari a cena, in pizzeria, non avrei dovuto ascoltare le analisi sbilenche di chi non è critico musicale né musicista né esperto, e avanza teorie assurde sul successo di Bowie, o peggio ancora che attraverso di esse, disperato, vende se stesso e il proprio ultimo libro.

nemmeno credo si dica più ciò che si pensa.
si agisce all’impronta.
annusando il clima. d’istinto.
di pancia, di ormone, di enfasi, di ego malato di nulla, soprattutto quando giri per i social nascosto dalla foto di non so chi e un nome di fantasia.
io leggo soltanto autori “maschili” e morti, mi ha scritto una che se l’era presa perché avevo fatto una battuta sulle “pisellodipendenti”, riferendomi alle donne che, in azienda, davanti a ordini opposti di pari grado, uno dato da un maschio e uno femmina, seguono immancabilmente quello del maschio.

ieri, la Watson è stata insultata su twitter http://www.meltybuzz.it/emma-watson-alan-rickman-femminista-a187666.html per aver usato una frase di Rickman su uomini, donne e femminismo. l’hanno accusata di aver strumentalizzato la morte dell’attore per promuovere una causa personale.
scusate, ragionate: Rickman non era un attore come tutti, era anche un intellettuale, ed è stato collega della Watson per anni. probabilmente le era diventato amico, uno zio acquisito come accade spesso tra artisti. quella degli attori, ma questo non è dato saperlo ai partecipanti dei Talent, quella degli attori è una grande famiglia, e lei sta sul set da quando era bambina, quella era la frase del suo amico che più l’aveva colpita, essendo lei apertamente femminista.
e poi, perché usare idee originali a tutti i costi? a 25 anni poi? ma chi l’ha detto?

il problema è che non tutti sono fatti per stare sotto i riflettori dei social, dove magari grazie a un insulto passi ai TG. perché non tutti accettano di far parte del mondo delle comparse.
se Emma Watson avesse fatto la stessa dichiarazione da un palco, con un microfono in mano e una platea silenziosa, nessuno avrebbe fiatato.
soprattutto, se fossi Emma Watson, io non starei su Twitter.

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2 pensieri su “elementare Watson.

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