ti sei sloggata?

ieri è stata una giornata perfetta, nulla ha turbato il mio umore. casualità, incroci, ritardi fatali mi hanno soltanto agevolato il cammino.
nessun bus è arrivato in ritardo, nessuno ha mancato l’appuntamento e anche il libraio è stato gentilissimo.
sono tornata a casa con due romanzi, uno ricevuto dalle mani stesse dell’autore, tra l’altro il più costoso della sua quadrilogia.
alla stazione di Anguillara Sabazia c’era perfino il latitante bus cittadino.
tornata a casa la cena era pronta e sono riuscita a lavorare.
così, prima di addormentarmi, ho avuto la presunzione di pensare che il mio atteggiamento, la buonafede che mi anima, sta finalmente dando dei risultati.

dopo avermi vista qui, https://www.youtube.com/watch?v=khPIDgXD0pM&feature=youtu.be nel video di Fulvio Abbate, su TeleDurruti, storica TV monolocale dove ogni artista vorrebbe debuttare, ieri sera un amico eclettico e creativo mi ha scritto, domandandomi perché mi fossi “sloggata” da lui, disamicata, insomma.

intanto, amico mio, la reciprocità tra sconosciuti si chiama “buona educazione”, e il fatto che tu ti accorga della mia assenza soltanto dopo due anni, dovrebbe suggerirti la ragione del mio gesto.
sai, i social sono una vetrina per tutti. non c’è un indicatore di “famosità” grazie al quale chi ha più like -spesso immeritati ma non è il tuo caso- può essere esonerato dall’interagire con gli altri.
si scorre la bacheca, si condividono, se ce n’è di buoni, gli stati degli amici, si “laikano” anche le minestrine con formaggino, si risponde a tutti, nei limiti del possibile.

per anni, e con vera trepidazione, ho seguito i tuoi tentativi di pubblicazione, ti ho appoggiato, ti ho inviato indirizzi di agenti letterari che non si trovavano on line.
l’ho fatto perché credo che le cose belle vadano condivise con tutti. e tu in effetti produci belle cose che imbecilli come me mandano in giro.
che non avessi mai letto neppure uno dei post da me pubblicati, non m’importava. sei un maschio, e i maschi sono spesso obnubilati dall’ansia di successo.

poi, quando è uscito il mio primo romanzo, Justine 2.0, te l’ho inviato come tu mi avevi inviato il tuo, che io avevo letto, commentato e pubblicizzato volentieri.
soltanto che tu non l’hai neppure aperto, il mio libro, prima di comunicarmi di averlo regalato alla tua ragazza.
il problema, amico artista, è che Justine 2.0 non era un romanzo per signore. e anzi, come scrive l’amico Fulvio, io non sono una scrittrice di genere.
ma tu non te ne sei mai accorto.

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