c’è un maiale in ogni perbenista. c’è un perbenista in ogni maiale.

un paio di giorni prima di arrivare a Bari mi scrive L., un vecchio, vecchissimo amico oggi cinquantenne cui non la diedi nemmeno da ragazzina, quando cercavo di sbarazzarmi del mio buon nome facendone di tutti i colori con gli irreprensibili amici di mio padre. brave persone, per carità, degli zii un po’ lerci che facevano sparire le loro buone intenzioni da padri di famiglia e professionisti sotto le mie gonne, all’incirca come certi personaggi dei miei romanzi.

Elena, porcaputtana!, mi fa L., è un libro erotico!
è in ansia, dice che Bari non mi capirà.
lo tranquillizzo, gli rispondo che Bari non mi ha mai capita visto che a 18 anni già vivevo a Roma.
gli ricordo che non scrivo quelle robe dettagliate su prepuzio e sfintere, che ci troviamo più nell’ambito della narrativa generale che in quella di genere che io, tra l’altro, mal soppporto, che la smettesse di sorprendersi, che mi conosce da quando sono nata, che conosce l’educazione che ho ricevuto, e che mai e poi mai userei il mio nome rischiando di far sfigurare la mia famiglia, visto che comunque, al sud, puttana ti prendono e puttana ti lasciano, come mi diceva nonna per convincermi a non dare retta ai ragazzi.

L. non è convinto.
L. non sa niente di certe cose.
L. scambia una che si fa menare per ignavia dal marito per una submissive.
L. ha letto pochissimo in vita sua.
L.,comunque, non verrà alla presentazione.

Per fortuna, gli altri, tanti, sì.
mi chiamerà dopo un paio di giorni per dirmi che però ha voglia di vedermi.
certamente, lo tranquillizzo dicendogli che non mi presenterò vestita in latex, rido.
preciso che ormai sono Vanilla.
lui non capisce.
L. non sa cosa voglia dire “Vanilla”, pazienza.
poi fa una lunga pausa. infine mi dice che lui non ha mai sculacciato una donna.
gli rispondo che si è perso un bello spettacolo.
mi domanda perché.
sento che alle mie parole ansima.
sto al suo gioco.

c’è un maiale in ogni perbenista.
c’è un perbenista in ogni maiale.

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10 pensieri su “c’è un maiale in ogni perbenista. c’è un perbenista in ogni maiale.

  1. Non so dove collocarmi! Vanilla non sapevo cosa significasse ma zio Google anche oggi ha dato una sforbiciata alla mia “gnuranza” e però non mi sento un perbenista anche se come maiale me la cavo bene!

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  2. Che poi, per me la questione non è esserlo o non esserlo (credo che tutti con le giuste persone o nei giusti frangenti si diventi maiali) piuttosto direi che la questione è come accetti la cosa. Maiale tende a essere dispregiativo, io non lo vedo così. Scherzo quando si finisce sul discorso, dichiaro sempre con malcelata soddisfazione che sì, sono maiale praticante da tanti anni ormai e mi ci trovo proprio bene. Lo sono onestamente.

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  3. Volevo solo puntualizzare che un cinquantenne può anzi doverosamente deve grufolare, ma non può essere vecchissimo amico! Ma chi è ‘sta Vanilla? Quante non ne so… il libro è su Amazon, cara Bibolotti? Vado a cercare. Intanto auguri, di Buon Natale e di tutto!

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