perché Pioggia Dorata

beh, sì, certo, il titolo “Pioggia dorata” va assai oltre la decenza. però mi ricorda opere celebri come quella di Tiziano (non presente nell’ultima mostra alle Scuderie), o di Tiepolo, che raccontano il mito di Danae e Giove, che si trasformò in pioggia dorata per giacere con lei e renderla gravida. chi ha avuto la curiosità di leggere qualcosa di mio che non siano gli stati di FB, o i lievi sfottò social, sa che l’erotismo lo tratto con cura e rispetto. l’ho fatto per tutta la vita, anche in teatro. odio la narrazione stile reparto di ginecologia e sto dalla parte del lettore che non sa, e cui certe pratiche fanno anche un po’ senso. non mi metto con chi impugna il frustino con leggerezza. i miei personaggi sono all’oscuro di certe tematiche, brancolano nel buio come e più di me.

il titolo mi venne un paio di anni fa, quando postai l’omonimo racconto che ricevette più di duemila visite in 24h, che, per una come me non in vista e non particolarmente amata dalle impiegate del catasto con trentamila follower e velleità creative, è già tanto. così, dopo “Pioggia dorata”, la storia dell’attrice giovane e del drammaturgo, nacquero gli altri cinque racconti. nessuno mi avrebbe pubblicato un libro del genere. lo sapevo già e gli amici editor me lo dicevano di continuo. Cameron aveva appena vietato la pratica del pissing nei film porno, dedicargli una raccolta di sei storie del genere avrebbe peggiorato la situazione.

prima di autopubblicarmi, pensando che nessuno del settore avrebbe accolto la sfida, ho scelto 20 lettori a caso, sono andata a cercarli su una pagina di discussione letteraria, coinvolgendo nell’esperimento i meno aggressivi, i “non scrittori” dalla penna scorrevole. tempo 10 giorni arrivò il giudizio unanime. poi l’editore coraggioso e incoraggiante: GiaZira scritture e ho scampato l’impegno all’autopubblicazione, con tanto di sguardo compassionevole dell’amico scrittore in auge.

non mi aspetto niente. al contrario che per Justine 2.0, che speravo trovasse riscontro se non altro nelle onnipresenti esperte del settore sulle violenze di genere, stavolta non mi aspetto che di piacere, e di vendere tutte le copie. c’è troppa folla in giro, troppe offerte speciali, troppi librai ignoranti, troppi agenti letterari superficiali per sperare che qualcuno si prenda la briga di andare a leggere oltre il titolo.

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