schiava

le frasi son sempre quelle: prendimi, puniscimi, usami, lasciami, schiavizzami, menami. naturalmente, loro, le presunte submissive, son ben nascoste dietro foto in bianco e nero e nickname in tinta con il personaggio da interpretare. e come fai a essere originale se la tua sfera d’interesse va dal fetish al pissing? dal culo alla bocca?, come in quei libercoli dove non c’è storia, soltanto dita infilate da qualche parte, la morte della letteratura erotica e il trionfo della volgarità.

culi, piedi e polsi elegantemente legati da cinture di cuoio maschili e forti. visi lucenti di lacrime e obbligatoriamente in bianco e nero, occhi bendati. ripetitive, poco curiose per accorgersi del resto, al centro di un universo che comprende se stesse e i possibili maschi che le accontentino. magari, queste donnine disponibili al martirio, son tutte alias di una casalinga annoiata che nell’anonimato coltiva il proprio sogno d’amore, la trasfigurazione bugiarda di un’esistenza grigia. o peggio, che punta al successo letterario: diventare una seconda James con poco sforzo.

la richiesta di sottomissione, la perdita di responsabilità, il desiderio di delegare al maschio ogni faccenda è però la foto dei nostri tempi, una immagine che non possiamo ignorare né dileggiare. la regressione a uso di oggetto è il desiderio più intimo di molte donne, prive, e giustamente visti i tempi,  di qualsiasi sogno di realizzazione personale.

attenzione però, perché se siete così servizievoli come dite, pronte a tutto ed esattamente come loro vi vogliono, rischiate di finire a lavar pavimenti e a stirare camicie.

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9 pensieri su “schiava

    • ciao Mango, mi ha orribilmente fraintesa e mi dispiace perché forse non sono stata chiara, ma è vero anche che frequenti da poco questo blog. sono stata submissive per 20 anni, ho scritto sul tema Justine 2.0. e ora Pioggia Dorata. la submissive è forte, di norma ricopre ruoli di responsabilità, io, infatti, avevo sotto di me circa 100 dipendenti. MA la submissive non è una scema che va reclamizzandosi sui social dietro nickname. inoltre, io non sono mai stata come i Master mi volevano. ho sempre fatto fare loro ciò che io volevo. 😀 pensavo fosse chiaro che mia critica si rivolgesse al social, come all’incirca ogni post di questo blog. 😀 difficile parlare della “schiava” in 3 paragrafi.

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  1. Permetti? Vedrei così confermata una mia tesi sulle persone sui social. Almeno un buon 80% proietta sui propri account l’immagine che vuole dare di se agli altri. Che è sempre un’immagine idealizzata, limata, cesellata più o meno finemente. Notavo sopratutto su Twitter questo florilegio di uomini e donne eroticissimi, fichissimi, profondissimi, con varie declinazioni che vanno dalle submissive da romace alle eredi di Moana fino alle Liala sensuali 2.0
    Tanto pseudo erotismo e pornografia da autoscatto che, sospetto, sia raro che si concretizzi se non con scambi di tweet alla fine stucchevoli

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