dipendenza dal porno

oggi leggo che in Germania un prete si è suicidato perché dipendente dal porno http://www.blitzquotidiano.it/photogallery/parroco-suicida-germania-dipendenza-da-siti-2328709/. non sono moralista, figuriamoci, anche io mi masturbo guardando video su youporn, lo faccio se sono alla frutta, se proprio ho bisogno di riempirmi gli occhi di volgarità, di culi e tette finte, di stantuffamenti monotoni e di cazzi supersonici. Houellebecq afferma che la maggior parte delle giovani donne faccia pompini pornografici, atteggiandosi a vere pornostar, producendo perfino i loro mugolii un po’ falsi, che non sia cioè più in grado di succhiarlo e leccarlo con eleganza, mettendosi in simbiosi con il partner. ed è così. a guardare troppa pornografia si perde in stile.

è vero, lo ammetto, quando facevo teatro mi chiamavano “dita”. è che ho iniziato a fare l’amore troppo presto, poco più che dodicenne, ovviamente con uomini molto adulti che evidentemente non avevano il chiodo fisso di far godere la donna ma semplicemente di affermare la propria mascolinità. così, quando a 19 anni, casualmente -tra l’altro stavo leggendo il Maestro e Margherita-, m’infilai le dita nelle mutandine e scoprii quella roba fantastica, passai alcuni anni a farlo ovunque. anche nei cessi della RAI durante la registrazione di un programma con Vittorio Gassman, in palestra in Accademia fuggendo dalle noiose lezioni di scherma. anche in quinta, tra una scena e l’altra. capita.

ma poi si cambia. poi si cresce. basta leggere gli esperimenti fatti sulle cavie, cercare sul web, basta capire qual è il meccanismo che trae in inganno il nostro cervello per smettere, per sentirci degli idioti dall’orgasmo supersonico. ed è bellissimo riprendere a farlo in modo naturale, accarezzando il nostro corpo dolcemente, senza bisogno di nessun altro, lasciando che la fantasia vada da sé: con il salumiere, il pompiere, con la commessa della pasticceria dalla pelle bianca come il latte, con quel contatto FB che proprio non riesci a toglierti dalla testa.

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6 pensieri su “dipendenza dal porno

  1. Eppure cosa mi infastidisce del porno, di certo porno, è proprio quella sua gommosità, quei movimenti meccanici, una ripetitività che toglie ogni emozione. Preferisco si gran lunga certi lavori degli anni ’70 dove si recitava con un po’ di convinzione e gli attori non erano bambolotti.
    Detto ciò, la pornografia come ostentazione è un modus vivendi essersi s ogni aspetto del quotidiano

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  2. Probabilmente come per tante cose della vita anche l’approccio con il porno segue delle fasi naturali e segue una sua evoluzione che poi dipende anche molto da come ciascuno di noi è strutturato. Per me queste fasi sono state 3 o 4.La prima era quella della curiosità.Da ragazzino non c’era internet.Il primo “porno” era quello di Postalmarket seguito poi dai furti perpetrati ai danni dei muratori che lavoravano nei vari cantieri vicino casa e che nascondevano li i vari Le Ore. Poi arrivarono le prime tv libere e la notte i primi film porno da guardare con avidità!
    Quando arrivò internet l’evoluzione fu quella di passare alle prime chat e di interagire con donne altrettanto curiose. Poi mi stancai del porno finto(specie americano) fatto di tutti attori atletici e perfetti con donne che urlavano orgasmi manco fossero possedute! Paragonandole alle donne vere con cui ero stato i paragone proprio non reggeva! La realtà era ben diversa! Alla fine, nella fase attuale se e quando ho voglia di farmi una sega con aiutino preferisco il porno amatoriale fatto da gente “normale” nel senso di persone con difetti, con pancetta e donne non Barbie a cui piace farsi vedere. Gente insomma in cui mi ci riconosco e di cui potrei prendere il posto senza il rischio di un ernia di chi vorrebbe provare a far posizioni che se non sei un atleta mai e poi mai potrei nemmeno immaginare di poter fare!
    Ps adoro quel libro!

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  3. Il porno sta diventando un luogo dove la gente si rifugia per scovare quegli stimoli uccisi dalla monotonia della quotidianità. Tutti vorrebbero essere porno attori(o attrici)senza rendersi conto che quel luogo è fatto esclusivamente di finzione. E il sesso non è fatto di recitazioni ma di creatività erotica…

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  4. oggi mi avete lasciato senza parole. e intendiamoci, non è proprio nemmeno un po’ una questione di moralismo, ci tengo a sottolinearlo. è che ho conosciuto tanti uomini che non hanno più fantasia, quella di carezzare una donna, per esempio, tra le dita.

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