di molti si perderà ogni traccia

 

in teatro, quando lo spettacolo va in giro per troppi mesi di seguito debuttando in molte città, rischia di trasformarsi in qualcos’altro. di certo la piece manterrà il titolo del testo originale, e anche le battute, così come scenografia e costumi, ma inevitabilmente perderà in tensione, gli attori si rilasseranno e inizieranno a scherzare tra loro in scena, aggiungendo o togliendo battute al copione, insomma si divertiranno e un po’ si annoieranno. da fuori, lo spettacolo avrà drammaticamente perso qualcosa. si sarà scagato, come si dice in gergo.

ed è un po’ lo stesso effetto che i social network avranno a lungo andare sulle nostre esistenze. tutta la meraviglia che lasciamo trasparire dalla nostra pagina web, e che chiaramente non è reale, ma la trasfigurazione che facciamo della nostra piatta esistenza, affinché sorprenda  prima noi stessi che il nostro pubblico, presto o tardi esaurirà. ci ruberanno le battute, nonostante le abbiamo cautamente iscritte su pietre tombali di FB e con tanto di firma (@ilpoetadeltwitter) affinché di esse, altissimo esempio di poesia, non si perda la paternità.

lo sguardo acuto che abbiamo sul mondo nel descrivere la signora cafona alla cassa, la donnina seducente al banco frutta o il maschio muscoloso ai salumi, sta già perdendo lucentezza. la porporina che spandiamo come scolaretti sulle orribili feste natalizie in famiglia, omettendo malcontento e  livore, si rivelerà a un certo punto uguale identica a quella usata da tutti gli altri, che come noi hanno voluto dare un tocco di originalità a un’esistenza altrimenti senza lustro.

il web è un posto dove vince chi ha più consensi, non chi è in grado di tenere il pubblico con lo sguardo. i social premiano la botta di culo di chi dice la cosa giusta al momento giusto, non di chi quella cosa l’ha concepita, premia chi ha più amici che lo rituittino.

il mestiere vuole invece durata. il mestiere richiede rigore e rispetto delle regole.

sarà nel tempo che di tante genialità si perderà finalmente ogni traccia.

 

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10 pensieri su “di molti si perderà ogni traccia

  1. Mah…probabilmente per molti il paragone è più che calzante specie se, nei social come nella vita interpretano dei ruoli. Il mio approccio invece è sempre stato diverso. Dei consensi me ne fotto, la mia vita è piatta fuori e nel web non mi trasformo in ciò che non sono né sarò mai. Fuori come qui mi limito a parlare con chi ne a voglia e poi finisce lì. Anche perché per recitare bisogna essere anche almeno un po’ bravi…e dato che non lo sono non ci penso proprio a far il concorrente scemo della Corrida!

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  2. Sono d’accordo, una bella scrematura è sacrosanta ed anch’io penso di partecipare a breve autoscremandomi. Però a volte il mestiere, se non si ha niente da raccontare, è noioso come delle repliche sciapite…

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    • non persegui in un mestiere di merda come quello di attore o scrittore o pittore se dentro non hai il fuoco sacro. sai cosa significa fare l’attore di teatro? vuol dire vivere nell’incertezza a vita, una stagione dopo l’altra, significa soffrire la fame, e talvolta umiliarsi a domandare aiuto. c’è chi campicchia e chi vive bene, ma tutti quelli che decidono di fare un mestiere d’arte a tempo pieno, al contrario di chi si atteggia sui social e prende lo stipendiuccio a fine mese, avranno sempre mille storie da raccontare. questa, è una battaglia persa in partenza, lo so, ma morrò ribadendo la stessa cosa: lasciate il palcoscenico a chi se l’è guadagnato. 😀

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      • E’ dura e difficile e pochi riescono. E’ verissimo, ho una cara amica professionista che tira avanti (così così) con i corsi di teatro e le lezioni nelle scuole; e io sono preoccupatissimo per mio figlio che anche lui ha scelto la carriera artistica, anche se non (per fortuna?) da attore. In questo momento non è che anche fuori dall’arte sia un paradiso terrestre, ma il mal comune in questo caso non è mezzo gaudio. Ma il social è un palcoscenico? Perché se lo è, allora forse bisogna considerare chi ha più seguito un attore più bravo di chi ne ha meno? O solo più furbo? E’ capace di raccontare quelle storie che “quel” pubblico si attende? Voglio dire, se vado a teatro a vedere la locandiera e mi trovo Sofocle penso di essere stato imbrogliato… poi non mi fregano più… forse il palcoscenico era sbagliato…

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      • per fortuna un attore lo giudichi sul palco, poi lo segui su twitter, sempre che abbia un account. il mio era un parallelo per far capire quanto una vita inventata e senza sostanza perderà presto ogni fascino. il problema è la nuova moda degli editori di prendere scrittori tra i divi di twitter o di youtube, quando per antonomasia l’artista è schivo. che sia attore o scrittore il puro creativo non insegue le leggi del mercato.

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