si apprezzano altrui sconfitte

accanto all’enfasi dell’imbecille, lo stato d’animo di chi spera nel domani senza mai sentirsi preso per il culo dall’oggi, metterei anche “la felicità del detrattore”. il brivido incontrollabile, che può trasformarsi in puro piacere, alla notizia della sconfitta di un personaggio che non amiamo, di un “amico” che in fondo ci è sempre stato sul cazzo per quella immeritata collezione di successi. perché l’altrui successo è sempre immeritato. ma in certi casi non tutti i mali vengono per nuocere, o, come predicava il Buddha, non credendo mai sarebbe stato frainteso: il veleno può trasformarsi in medicina, e la recensione negativa su Amazon, essere per noi motivo di felicità pura.

l’invidia è il motore del mondo, non è l’amore a muovere il sole e l’altre stelle. perché come scrive a proposito dei primati lo zoologo Desmond Morris, e delle informazioni che più amano passarsi durante le loro toilette nella giungla, ciò che rimane in mente sono gli aspetti negativi del nostro prossimo, le sue mancanze, le figure di merda di cui sono costellate le esistenze di tutti, i refusi, il pantalone bianco dell’amica bona sporco di mestruo, il famoso unico gol preso dal buon portiere, la serata andata a buca del nostro amico veramente figo. perché di una moglie perfetta in servizio da 20 anni resta in mente quell’unica volta in cui è stata con un altro.

così continuiamo a cercare l’apprezzamento altrui tra persone che come noi stanno a galla nel tentativo di strappare un pezzetto anche minuscolo d’immortalità dall’ampia veste della dea bendata. sui social ci fermiamo, ammirati solo per istante, a leggere i post altrui cercando spunti e idee. alcuni si lanciano in parafrasi fantasiose che non violino il copyright (ammesso sappiano di cosa si tratta), altri invidiano di nascosto, ignorano, altri ancora bannano per risparmiarsi la vista di certe vittorie.

credo sia giusto gioire sempre per il bene dell’altro, ma che sia anche profondamente ingiusto che “l’altro” ottenga sempre un numero sconsiderato di consensi per ogni insulsa puttanata che scrive, e senza aver trovato le parole più giuste per farlo.

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4 pensieri su “si apprezzano altrui sconfitte

  1. Io bazzico solo FB e al 90% sono insulse puttanate come ben dici… alle quali collaboro attivamente ma in minima parte. In effetti ammetto che un portiere che fa una papera lo dimenticherei più in fretta di una moglie integerrima ma non troppo.

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  2. Il nostro spropositato provincialismo emerge più forte e fulgente che mai sui social e questo è a suo modo agghiacciante perché sono sempre rimasto dell’idea che sui social non proiettiamo noi stessi ma l’idea che gli altri vogliamo abbiano di noi.

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