l’intellettuale organico

chi scrive dovrebbe essere in grado di vedere ciò che altri non vedono. e se io leggo un post molto interessante con una infinità di “like” e nessun commento, posso pensare che il pubblico di lettori sia rimasto senza parole, o che non abbia niente da dire perché non sa cosa dire. di questi tempi propendo sempre di più per la seconda ipotesi. pur essendo una persona fiduciosa e ottimista. Calvino, per esempio. la massa onora tutta la sua produzione ma soltanto perché non l’ha letta, forse non l’ha letta tutta, ma la maggior parte delle volte nemmeno in parte. la massa conosce a grandi linee ciò di cui si parla, una leccata sommaria di cultura che permette a chiunque di riconoscere un nome e blaterare insensatamente se interpellato. insomma, di non fare figure di merda in assenza di wikipedia. (sto parlando di “massa”, non di te che magari leggendomi storci il naso. se ti senti compreso nel gruppo è un problema tuo).

mi sto preparando a tornare social. sì. e ho paura. tanta. in realtà alcuni account mi mancano, pochi, e non sicuramente quelli che mi scrivono nella speranza di vedermi su skype in tuta di latex, perché non avendo letto i miei racconti non sanno che l’erotismo anti James che provo a divulgare, preferisce la completa nudità o gli abiti da lavoro da operaio, e mai i completi da sexy shop: perché son comunista anche quando scrivo. perché non scrivo per ottenere un buon prodotto, ma per raccontare storie, quelle che ho visto e inventato sulle banchine delle stazioni fuggendo da qualcosa o rincorrendolo, dopo aver fatto sesso con qualcuno o averlo soltanto desiderato. non mi manca chi mi scrive e pretende una risposta.  l’obbligo social mi annoia.

sono libera. anche libera di star fuori dalla visuale per sette mesi e riacquistare il gusto prelibato di distendermi sul divano dopo pranzo per leggere senza interruzioni sei capitoli di un romanzo.

9 pensieri su “l’intellettuale organico

  1. Non ho un profilo su FB né su Twitter né Pinterest, credo l’abbia già detto. Non sono un tipo “social”. Sono stato perfino rimproverato da cari amici (non virtuali), che pure condividono con me una appagante vita “sociale”, per la mi assenza praticamente totale: a parte qui, su WP, cosa di cui però li tengo rigorosamente all’oscuro, non sto da nessuna parte sul 2.0. Sono felicemente “asocial”, estraneo a certi meccanismi, quindi per nulla idoneo a valutare o a capire, ad esempio, l’ansia da rientro che confessi, però, e questo sono sicuro di averlo già detto, sono convinto che tu ti ci debba buttare comunque, senza tentennamenti, perché hai una “carriera” da scrittore da consolidare e, tu mi insegni, niente garantisce più visibiltà e facilità di “incontro” di FB. Noia o no, ci sono “obblighi social” a cui non ti dovresti sottrarre. Ho amici musicisti professionisti che senza FB, Youtube o Souncloud non rimedierebbero una data, mi informano. Se poi si tratterà di non cagare chi ti vorrebbe in latex in webcam, non credo farai fatica (nota a margine: sono d’accordo sulla completa nudità e sul resto, dai randez-vouz sessuali che richiedevano di essere in qualche modo prima “allestiti” sono praticamente sempre uscito proprio come c’ero entrato, per dire… ma lasciamo perdere).
    Conosco Calvino e Pasolini non solo perché ne ho letto, ma soprattutto perché li ho letti. Ti riferisci credo, più o meno direttamente, al tuo precedente post, al reblog dell’articolo sul “carteggio” (carteggio mancato) tra i due a proposito del noto delitto del Circeo, l’ho letto per intero sul sito di C. e l’ho trovato si interessante (non conoscevo la querelle tra i due, sapevo invece di quella tra Pasolini e Fortini, molto più “furiosa”, ideologicamente furiosa), ma non ho avuto di che commentare. Se si mette il like, si mette, spero valga anche per gli altri, perché s’è gradito in qualche modo quel che si è trovato, non alla cazzo a mo’ di gratifica sulla fiducia al titolare del blog. Non ho commentato perché non ho trovato nulla da commentare, perché non conosco la questione se non per quelle righe, e, sopratutto, perché avrei preferito poter commentare, volendolo, magari qualche “chiosa” da parte di chi ha scelto di postare l’articolo, non l’articolo in sé (al di là della presunta lungimiranza dell’autore, quindi della modernità delle sue considerazioni). C’è questa attitudine a pubblicare, copiandoli e incollandoli, articoli dal web, da giornali, estratti di pubblicazioni varie, perfino pagine di romanzi, senza accompagnarli con una riga di introduzione o uno straccio di nota a piè di pagina ad esibire almeno un accenno di punto di vista, quattro parole sul perché si o perché no, oppure un “io la penso così, e voi?”. E un postare che non capisco. Avete trovato interessante qualcosa e lo volete fare sapere al mondo, diteci almeno perché. Chiunque sarebbe naturalmente libero di commentare o no, ma almeno un poco più imbarazzato nel lasciare solo un like, ti parei? Va be’, magari ho un poco esagerato, ognuno può giustamente fare come crede, sia come titolare che come ospite.Infatti il like l’ho messo, appunto. 😉
    Buona serata, Elena.

    P.S.
    la tua nuova uscita sarà anche in ebook?
    Sennò mi toccherà cercarla in libreria, visto che odio ordinare online e ricevere libri per posta.

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    • lasciando da parte la questione “ansia”, è soltanto un problema di paura di ritornare a esserne dipendente (ma ce la farò a uscirne ancora come con l’alcol), è che noto con dispiacere che il silenzio cala sempre più spesso su molti argomenti. Leggo tanti commenti superficiali in giro. io provoco e nessuno mi risponde, e anzi: grazie a te per averlo fatto. e quindi mi domando in quanti capiscono lo spirito di ciò che scrivo e di questo blog, per esempio, come il sottotitolo, che è un nonsense. in sostanza sto passando un periodo di crisi di forte sfiducia verso questo che vorrei fosse il mio mestiere. vorrei.
      😀
      ho ben due uscite, una i primi di novembre e credo anche in ibook a stretto giro, l’altra a fine novembre e spero prestissimo anche in ibook. l’erotico lo si preferisce elettronico. più discreto che andare in giro con un titolo così esplicito! ;)) curiosissima del tuo severissimo giudizio.

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      • Beh, Elena, crisi o no, con due libri in uscita, iniziare a pensare che con tutta probabilità la tua strada sia quella, e che un poco già l’abbia percorsa mi pare, il minimo. Paura di tornare dipendente? Bene, fissa delle regole, e che siano rigide, e imponiti di seguirle, con la stessa testa con cui ti butti nella corsa. Immagino che possa essere difficile, ma già sai com’è stare su FB e Twitter e il resto, e ti conosci, il resto dovrebbe venire da sè. Nel caso, fatti aiutare dal tuo uomo, fatti tenere d’occhio insomma. Non so che dire, in effetti.
        Cambiando argomento, hai ragione, per l’erotico meglio il digitale, (almeno lo puoi leggere anche nella metro), però io detesto ordinare merce in consegna via corriere sopratutto perchè le ultime tre volte sono dovuto andare io a ritirarla in culo al mondo perchè non a casa quando è passato il furgone di BRT.
        Quindi: ottimo, fai sapere quando usciranno in epub. Ma quale severo giudizio… sono certo che mi piaceranno 🙂
        Buona serata, e notte.
        Ciao

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