arrivo sempre tardi

arrivo sempre tardi. (e lo confermo anche qui http://bibolotty.blogspot.it/2013/12/e-poi-ce-il-mare.html). anche al liceo arrivavo al più figo quando era stato già preso. odio le competizioni, non ho mai alzato la mano, neppure per salire sul palco, ho sempre preferito un buon ruolo marginale che quello da primattrice che invece il più delle volte mi assegnavano. troppa responsabilità, troppe battute. ho bisogno di calma, di arrivarci da sola alle cose. arrivo tardi perfino alle mode letterarie e quelle musicali, e non frequentando salotti è del tutto ininfluente. vesto vintage o con abiti che mi son fatta confezionare anni fa, quando ero molto ricca: non posso essere alla moda, non compro riviste femminili né le leggo dal parrucchiere. mai avuto collezioni di scarpe. mai visto sex & the city. viaggio soltanto se necessario o se qualcuno mi porta con sé. non ho mai prenotato un biglietto aereo, ho girato buona parte del mondo grazie a qualcuno che mi voleva accanto. arriverei tardi anche in aeroporto se non ci fosse chi è determinato a farmi partire. e il più delle volte non so il perché, né me lo domando.

e così mi perdo un mucchio di cose. il mondo è pieno zeppo di eventi che non solo non frequento e cui non vorrei mai partecipare, ma dei quali ignoro perfino l’esistenza. ieri, leggendo on line di quel triste guaio dei tre blogger, quelli che si dice abbiano rubato foto della Canalis e che ora son miseramente schiantati sul divano di casa vergognandosi un po’ a far battute salaci all’indirizzo di tutti quelli che hanno fin qui insultato, ho scoperto il MIA, il macchianera italian award, e son cascata dal pero: ma dove vivo?

c’è gente che sul twitter discute, litiga e s’insulta su punteggi e meriti, che chiama web designer per abbellire le proprie pagine, che fatica sette camicie sul proprio inutile blog di cucina, che paga fotografi per avere servizi degni di Signorini, che s’immola al culto della dea classifica e del dio ascolto, ed io son qui a badare al prato, ai fiori, alla dieta del mio compagno, ai sogni, ai chilometri corsi, alla marmellata, al cambio di stagione, alla meditazione camminata… invece c’è gente che vive, che ama, che si entusiasma, che vince premi di cui ignoravo l’esistenza ma probabilmente importanti, con tanto di serata di chiusura e pubblico e valletta, insomma cose cui i comuni mortali non rinuncerebbero mai.

eppure continua a farmi tristezza l’idea di darmi un numero, una fatica assurda dover raggiungere un obbiettivo a tutti i costi e vincere un premio che tra non meno di tre anni non varrà più un cazzo.

4 pensieri su “arrivo sempre tardi

  1. Ciao Elena,
    hai citato un “mondo” che detesto profondamente. E’ un ambiente in cui si muovono personaggi che non producono nulla, né informazione né cultura, eppure sono lì, ad autocelebrarsi in continuazione. Bloggettari di mestiere (?), gossippari, pseudogiornalisti, subrettine da comparsata TV, che se la cantano e suonano, forti di una platea di like-dipendenti e professionisti del commentino estasiato. Poco più che patetici cazzari, almeno per me. Tu sei d’altra pasta, è normale che non ci abbia a che fare. Vedi? Arrivare tardi o non arrivare affatto, talvolta assomiglia più a una vittoria che a una sconfitta 😉
    Buon tutto

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